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Mini-stage linguistique à Paris

Soggiorno-studio a Parigi

Ecole supérieure de français langue etrangère “Pierre Overall”

21 - 27 marzo 2009

 

Anche quest’anno, per la terza volta consecutiva, agli alunni di prima lingua francese di classe IV è stata offerta la possibilità di partecipare ad un mini-stage linguistico a Parigi.

Dal 21 al 27 marzo 2009 le classi IV C e IV E hanno quindi effettuato un soggiorno-studio a Parigi così articolato:

ALLOGGIO: in famiglia con mezza pensione (prima colazione e cena) in due o tre secondo la scelta degli alunni.

INSEGNAMENTO: venti lezioni di 45 minuti l’una in tre gruppi con tre insegnanti di madrelingua diplomati FLE, rilascio di certificati personalizzati alla fine del corso. I corsi hanno avuto luogo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:30.

La visita alla città di Parigi secondo un programma predefinito si è svolta nel pomeriggio e dopo cena con gli insegnanti italiani accompagnatori.

 

 

Le foto sono state realizzate dalla IV E

 

Dal 21 al 27 Marzo di quest'anno si è svolto lo stage linguistico a Parigi per le classi 4 C e 4 E, accompagnate  dalla professoressa di francese Ceccarani, che ha curato l'intera organizzazione, e dalle professoresse Imparato e Taddei.

Lo stage linguistico non è una gita scolastica. Spesso si fa confusione tra queste due esperienze liceali che invece non sono affatto la stessa cosa. Lo stage è una vera e propria vacanza-studio, ovvero un soggiorno in una città straniera durante il quale i ragazzi frequentano un corso intensivo di lingua in una scuola riconosciuta, che si impegna a rilasciare il relativo attestato di frequentazione. Le giornate si dividono quindi tra la scuola e la parte più “turistica”, ovvero la visita della città.

La professoressa Ceccarani, che da diversi anni si rende disponibile ad organizzare lo stage e accompagnarvi gli studenti, si è detta molto contenta della riuscita del viaggio di quest'anno.

D'altro canto i ragazzi, che già da prima avevano espresso grande euforia per l'imminente partenza,  sono stati all'unanimità molto soddisfatti ed appagati.

Il tempo, la grande incognita, è stato abbastanza clemente ed è stato possibile godersi la Ville Lumière sotto il sole e senza estenuanti scrosci di pioggia, che ha fatto capolino solo un paio di volte durante la settimana.

La partenza in pullman per l'aeroporto di Pisa è avvenuta come previsto il sabato pomeriggio dalla stazione S. M. Novella.

Una volta arrivati a Parigi è avvenuta la sistemazione nelle famiglie.

Gli alloggi erano tutti nella stessa zona, situata nella parte nord- est della città, ed i ragazzi facevano riferimento alla stessa fermata della metropolitana ( l'ormai famosa “Hoche”, dai ragazzi ancora rammentata con simpatia), vantaggio per niente indifferente ragionando in termini pratici.

All'arrivo le famiglie sono venute a prenderci al punto di ritrovo e ci hanno accompagnato a casa.

Siamo subito venuti a contatto con spazi domestici molto più ridotti di quelli a cui siamo abituati, ma non ci sono stati particolari disagi. “Paese che vai, usanza che trovi”: case piccole e spazi angusti rientrano nell'abito mentale dei francesi, quindi anche questo, se vogliamo, è un lato della cultura francese che abbiamo toccato con mano. Eravamo divisi a gruppi di mediamente tre persone, ed il fatto di far pratica col francese e la terminologia di uso più comune in casa, aspetto utilissimo per la conoscenza della lingua, era bilanciato dal poter scambiare due parole con i propri amici, così da non sentirsi troppo “sperduti” come stando in casa da soli.

Il primo giorno è stato uno dei più intensi quanto a visita della città: unico giorno interamente dedicato a questa, non essendoci scuola.

La mattina ci siamo subito confrontati con uno degli aspetti più caratteristici della nostra “vit che aidiana parigina”: il trasporto. Ci siamo sempre spostati in metropolitana, in modo piuttosto autonomo. Nonostante il fatto che in fondo, avendo gli stessi orari e usufruendo della stessa linea della metropolitana, si finisse sempre per incontrare i prof durante il tragitto e che i ragazzi si organizzassero per prendere la metro tutti insieme, quest'autonomia è stata qualcosa di molto positivo perché, forse per la prima volta in un'uscita scolastica, non siamo stati più “sotto l'ala” del professore ma siamo stati indipendenti nello spostarci in una grande metropoli.

La prima mattina c'è stata quindi la vista al Museo d'Orsay, che ha riscosso grande successo soprattutto grazie all'approfondito lavoro che era stato fatto in classe sulle opere ed i pittori che avremmo visto al museo (come si è fatto del resto per il museo del Centre Pompidou e parzialmente per il Louvre). Infatti ciò che ha  tenuto viva l'attenzione dei ragazzi è stata la curiosità di vedere dal vero ciò che si era studiato sui banchi di scuola. La visita, (come le visite di tutti i musei e chiese) si è svolta nella più totale autonomia ma con precisi e rigorosi orari e luoghi di ritrovo. Proprio l'autonomia è stata la carta vincente della riuscita di questo viaggio: c'era sempre un giusto compromesso tra libertà individuale, per lasciare a ognuno la possibilità di sfruttare il tempo per concentrarsi su ciò che più lo interessava (che fosse lo shopping, le opere d'arte, o qualche sua particolare curiosità), e l'organizzazione delle giornate. Altro punto a favore è stato proprio il lungo e approfondito lavoro fatto a scuola in preparazione al viaggio: gli studenti avevano piena coscienza del posto che andavano a visitare. Si sono spese intere lezioni nell'approfondire ogni aspetto di quel che sarebbe stato il soggiorno a Parigi, così da poter cogliere a pieno e far tesoro di tutte le sfaccettature che quest'esperienza aveva da offrirci.

Lo stage è impegnativo sia in termini di spesa, ha infatti un costo non indifferente, che di energie e  organizzazione. Non sarebbe quindi giusto, per quanto anche il divertimento e la spensieratezza siano fondamentali, che gli studenti si trovassero ad affrontarlo con troppa leggerezza e senza un'adeguata base; per questo è stato fatto un serio approfondimento sulla storia della città, usi e costumi francesi, l'aspetto artistico e storico di ciò che avremmo visto, lo studio della cartina, la divisione in quartieri e dipartimenti della città, le linee metropolitane (per un fine più pratico) e persino, come già detto, sulle singole opere d'arte che avremmo visto.

Dopo il pranzo al quartiere Latino, luogo affascinante ed immerso in quella sua atmosfera filosofica, anche a contatto con la modernità che oggi ospita, il pomeriggio della domenica è stato dedicato alla visita di Notre Dame, altra meta molto attesa. Da non dimenticare che tutti gli spostamenti da una tappa all'altra (quelli che non avvenivano in metropolitana) erano parte integrante della visita, perché si trattava di passeggiate nel cuore di Parigi, dove da qualunque parte ti voltassi c'era da rimanere meravigliati.  La sera è stato davvero piacevole, quasi poetico, nella Parigi notturna illuminata, il giro in battello sulla Senna, che dava bene l'idea di un privilegiato punto d'osservazione da cui passare in rassegna quel che avremmo visto nei giorni seguenti.

Lunedì primo giorno di scuola, in rue Bergère, nei dintorni del Boulevard Haussmann, altro tragitto che sarebbe diventata una consuetudine.

A scuola si è lavorato in un'atmosfera fresca e informale, con insegnanti giovani ma molto competenti.

Nell'apprendimento, si fonde la pratica della lingua con lo studio di usi e costumi del posto in modo stimolante e divertente attraverso schede, questionari ecc.

Siamo stati divisi in tre gruppi in base alle lievi differenze di livello di conoscenza della lingua.

La mattina quindi dalle 9 alle 12 e 30, con una pausa di mezz'ora, si frequentava la scuola. Appena usciti ci ritrovavamo con le professoresse ed era già ora di pranzo. E' capitato di mangiare sia nei dintorni della scuola che nel posto stesso da visitare nel pomeriggio, a seconda di ciò che prevedeva il programma. Il pranzo era a discrezione di ognuno e poteva essere più o meno fugace, da un panino preso per strada a sedersi in un vero e proprio ristorante. Nel pomeriggio quindi abbiamo visitato la Défense, moderno quartiere industriale dall'aspetto quasi futuristico, che è stata una vera e propria rivelazione. Nella seconda parte del pomeriggio ecco la tappa forse più attesa: la salita in cima alla Tour Eiffel. Non c'è bisogno di sottolineare la spettacolarità del panorama. La cena era sempre in famiglia ed era forse uno dei momenti di maggiore dialogo con i padroni di casa, dovendosi la mattina alzare molto di buon ora e avendo poco tempo a disposizione. Quanto al cibo, i palati più abitudinari si sono dovuti un po' adattare ma per molti è stata un'ottima occasione per gustare tipiche specialità francesi. Il programma serale prevedeva infine la passeggiata sugli Champs Elysées, purtroppo rovinata dalla pioggia, anche se i ragazzi non hanno disdegnato di rifugiarsi negli attraenti negozi.

Il martedì, dopo la mattinata a scuola, si è prospettato un pomeriggio denso e faticoso, con la visita del quartiere del Marais, Place de la Contrescarpe, il Pantheon e gli incantevoli Jardins du Luxembourg. Una parte degli studenti si è poi recata con la professoressa Taddei ad uno spettacolo teatrale riservato al Théatre de la Huchette. La sera abbiamo assistito, dalla piazza del Trocadero, allo spettacolo mozzafiato della Tour Eiffel interamente illuminata a intermittenza, cosa che avviene per soli cinque minuti ogni ora.

Dopo l'euforico impatto con lo shopping parigino, che ha lasciato senza fiato molte ragazze di fronte alle lussureggianti Galeries Lafayette, il  pomeriggio del quarto giorno è stato dedicato all'impegnativa visita dell'imponente Louvre, che ha impressionato per la sua sterminata grandezza; la serata è stata la più libera perchè i ragazzi hanno avuto modo di venire a contatto con la vera vita parigina con un giro nel movimentato quartiere Bastille. Il giorno dopo invece abbiamo visitato il Museo d'Arte Moderna nel Centre Pompidou, con tutti i vari commenti del caso sulle opere d'arte, alcune delle quali all'apparenza bizzarre per l'occhio ignorante di molti di noi.

Un gruppo di ragazzi si è inoltre recato volontariamente con la professoressa Taddei al celebre cimitero di Père Lachaise, sacrificando un po' del tempo dedicato alle spese.

Venerdì, ultimo giorno, c'è stata una piacevole e accattivante variazione sul tema, infatti invece di recarsi a scuola come tutte le mattine ci siamo ritrovati con gli insegnanti a Montmartre, dove, divisi in piccoli gruppi, ci è stato consegnato un quiz riguardante particolari aspetti del quartiere di Montmartre, che necessitava di girare quest'ultimo per completarlo, aiutandosi chiedendo indicazioni ai passanti. L'iniziativa è davvero ben riuscita perché molto stimolante, infatti, con anche un pizzico di spirito di competizione, abbiamo vinto la fatica di salire tutte quelle interminabili scalettine e buttarci a capofitto alla scoperta delle più nascoste curiosità del vivace, variopinto e pittoresco quartiere di Montmartre. Ne è venuto fuori un tour completo e divertente. Ci siamo infine ritrovati alla chiesa del Sacre Coeur. Al pranzo sul posto sono seguite un paio d'ore di febbrili spese alla disperata ricerca del classico ”souvenir dell'ultimo minuto” per i tipici negozietti turistici di Montmartre. Ed eccoci tristemente arrivati alla partenza, dopo commossi saluti alle famiglie e la seccatura del rifare i bagagli, abbiamo preso il pullman che ci avrebbe riportato all'aeroporto.

E' stata un'esperienza indimenticabile; un viaggio divertente ed istruttivo.

 

                                                                                                           Giulia Matteoni 4C