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La nuova brezza di libertà che ormai si avverte nella mattinata degli
anni sessanta, viene scambiata per l’annunciato vento rosso da alcune
componenti conservatrici presenti all’interno della Democrazia Cristiana.
Esse, probabilmente allertate da servizi segreti internazionali o da
altre “presenze oscure” dell’intreccio politico - i stituzionale,
tentano una sorta di “restaurazione” del caentro-destra con l’appoggio dei
neofascisti, a loro volta in cerca di una più esplicita riammissione
parlamentare e di un identificabile consenso popolare. ‘E il momento
dello scontro di piazza tra le fazioni politiche ed è l’occasione per
mettere alla prova l’efficienza nella repressione della Polizia e dei
Carabinieri. Per i morti di Reggio Emilia ricorda questo doloroso
strappo tra paese legale e paese reale destinato a ricucirsi con difficoltà,
ma già meno visibile con le dimissioni del governo nel corso dello stesso
anno.
La società dei consumi è a portata di mano : molte famiglie scoprono
le vacnze al mare, le gite domenicali in auto fuoriporta , il frullatore,
il tostapane e il frigorifero mentre i giovani , non ancora
maggiorenni a vent’anni, cominciano a farsi largo sul palcoscenico. Vengono
chamati “urlatori” ma in realtà stanno scoprendo quelle nuove frontiere
della vocalità che trovano in Mina un talento ed una capacità interpretativa
di grande qualità (Città vuota).
Nutrito da alcune importanti riforme sociali, (nazionalizzazione
dell’energia elettrica, elevazione dell’obbligo scolastico) e dall’apertura
del mondo cattolico ad un dialogo con parte della sinistra, si diffonde
l’ottimistico modello di vita americano ma si fa largo anche un
atteggiamento più pensoso e più critico, che si richiama all’atmosfera
culturale e all’impegno dell’esistenzialismo francese. ‘E questa la
risposta poetica e autonoma, sia nei contenuti che nella struttura
compositiva, offerta dai “cantautori” (Il cielo in una stanza; Io
che amo solo te; Vedrai, vedrai ) ad un primo, ancora ingenuo ma
ammiccante, processo di omologazione dei gusti.
Quando il “boom” economico ha ormai raggiunto la sua fase trionfante,
i giovani , alla rincorsa di ulteriori spazi di libertà nei comportamenti e
nelle prospettive, intrcettano una parte inesplorata della cultura
americana , quella della trasgressiva “beat generation”. La rilettura del
fenomeno è inizialmente frettolosa ed esteriore ma capace di produrre nuove
tendenze, nuovi modelli e nuovi lughi di incontro. La musica” beat “
italiana descrive comportamenti (L’abito non fa il beatnik), lancia
personalità originali (Ragazzo triste), affida ai complessi
musicali di quattro, cinque elementi l’interpretazione delle
emergenti linee creative (Io ho in mente te; Che colpa abbiamo
noi; Una ragazza in due).
I protagonisti più visibili del ’68 sono ancora una volta i giovani,
ma a tenere la scena è la società del benessere che comincia a
mostrare i suoi difetti di struttura : la ricostruzione e
l’industrializzazione sono avvenute di corsa e quasi senza regole; i
diritti sindacali ed i salari non si sono sviluppati in armonia con
l’intenso ritmo produttivo; i progetti di riforma amministrativa sono
approssimativi; i programmi scolastici e la gestione didattica sono
arretrati; la miseria e le differenze sociali sono state nascoste dai
cambiamenti dello stile di vita ma riemergono drammaticamente.
Queste saranno le premesse della “contestazione globale” che
attaccherà l’ipocrisia e l’arroganza del potere e delle sue trame illusorie
attraverso articolate forme di protesta ma, soprattutto,
sollecitando il movimento di massa (Contessa).
La militanza politica degli studenti accanto agli operai aggiunge ai
temi della rivendicazione salariale e normativa lo slogan della fantasia al
potere e dell’esaltazione dell’amore in opposizione allo scenario di morte
della guerra (La canzone di Marinella; La guerra di Piero).
La risposta della politica istituzionale, dei centri di potere
occulto, di poteri dello stato soggetti a pressioni e di gruppi sociali
tradizinalmente conservatori o apertamente reazonari è prevalentemente
orientata alla condanna ed alla ricerca di forme di contenimento e di
liquidazione di questo “atipico” quanto motivato ed agguerrito
schieramento; ha inizio così una fase di tensione senza esclusine di colpi
che porta a scontri di piazza , violenze , attentati , ma anche a momenti di
solidarietà e di compattezza sociale capaci di indicare la crescita della
maturità democretica del paese
(I treni per Reggio Calabria.) La “strategia della
tensione” prosegue negli anni settanta e il movimento giovanile si
divide in gruppi ideologici più definiti con confronti di strategie e con
prospettive divergenti , di condizionamento delle linee politiche
istituzionali o di aperta eversione. Il laboratorio musicale che accompagna
questi difficili momenti produce brani di interesse compositivo e di
fascino interpretativo (I giardini di Marzo; Impressioni di
Settembre; Gioia e rivoluzione). Frattanto la
politica ufficiale, quella del parlamento è coinvolta in scandali di
corruzione e ricerca una nuova verginità con la legge del finanziamento
pubblico dei partiti: è il momento, anche nell’area extraparlamentare,
dell’ironia e del disimpegno critico e sarcastico (Nun te regghe
più; Schampoo).
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