Le canzoni nella storia quotidiana degli italiani e in alcuni momenti decisivi della loro formazione politica

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LEZIONE 4
Cronologia Dal 1968 al 1970

IL BOOM, LA CONTESTAZIONE, LA FINE DEL

 MILLENNIO (1961-1970)

 

-         I nuovi canti di protesta
        Il governo Tambroni e i morti di Reggio Emilia

-          Il quarantacinque giri
Il consumismo ed il rilassamento del “miracolo economico”

-          La risposta dei cantautori
I dubbi sul miracolo

-          La contestazione generale
La protesta giovanile contro l’autoritarismo e contro il conformismo

-          I nuovi canzonieri
I movimenti politici parlamentari ed extra parlamentari di fronte alla nuova stagione dei contratti e alle prospettive dei cambiamenti istituzionali

-          La disco music e la radio commerciale
La fine dei movimenti di base, gli anni di piombo, il riflusso,.l’omologazione politica

 

 Lezione 4             

 

La nuova brezza di libertà che ormai si avverte nella mattinata degli anni sessanta, viene scambiata per l’annunciato vento rosso da alcune componenti conservatrici presenti all’interno della Democrazia Cristiana.

 

Esse, probabilmente allertate da servizi segreti internazionali o da altre “presenze oscure”  dell’intreccio  politico -  i stituzionale, tentano una sorta di “restaurazione” del caentro-destra con l’appoggio dei neofascisti, a loro volta in cerca di una  più esplicita riammissione parlamentare e di un identificabile consenso popolare.  ‘E il momento dello scontro di  piazza tra le fazioni politiche ed è l’occasione per mettere alla prova l’efficienza nella repressione della Polizia e dei  Carabinieri. Per i morti di Reggio Emilia ricorda questo doloroso strappo tra paese legale e paese reale destinato a ricucirsi con difficoltà, ma già meno visibile con le dimissioni del governo nel corso dello stesso anno.

La società dei consumi è a portata di mano : molte famiglie scoprono le vacnze al mare, le gite domenicali in auto fuoriporta , il frullatore, il tostapane e il frigorifero mentre  i giovani , non ancora maggiorenni a vent’anni, cominciano a farsi largo sul palcoscenico. Vengono chamati “urlatori” ma in realtà stanno scoprendo quelle nuove frontiere della vocalità che trovano in Mina un talento ed una capacità interpretativa di grande qualità (Città vuota).

Nutrito da alcune importanti riforme sociali, (nazionalizzazione dell’energia elettrica, elevazione dell’obbligo scolastico) e dall’apertura del mondo cattolico ad un dialogo con parte della sinistra, si diffonde l’ottimistico modello di vita americano ma si fa largo anche un atteggiamento più pensoso e più critico, che si richiama all’atmosfera culturale e all’impegno dell’esistenzialismo francese.  ‘E questa la risposta poetica e autonoma, sia nei contenuti che nella struttura compositiva, offerta dai “cantautori” (Il cielo in una stanza; Io che amo solo te; Vedrai, vedrai ) ad un primo, ancora ingenuo ma ammiccante, processo di omologazione dei gusti.

Quando il “boom” economico ha ormai raggiunto la sua fase trionfante, i giovani , alla rincorsa di ulteriori spazi di libertà nei comportamenti e nelle prospettive, intrcettano una parte inesplorata della cultura americana , quella della trasgressiva “beat generation”. La rilettura del fenomeno è inizialmente frettolosa ed esteriore ma capace di produrre nuove tendenze, nuovi modelli e nuovi lughi di incontro. La musica” beat “ italiana descrive comportamenti (L’abito non fa il beatnik), lancia personalità originali  (Ragazzo triste), affida ai complessi musicali di quattro, cinque elementi  l’interpretazione delle emergenti linee creative (Io ho in mente te; Che colpa abbiamo noi; Una ragazza in due). 

I protagonisti più visibili del ’68 sono ancora una volta i giovani, ma a tenere la scena è la società del  benessere che comincia a mostrare i suoi difetti di struttura : la ricostruzione e l’industrializzazione sono avvenute di corsa e quasi senza regole; i diritti sindacali ed i salari non si sono sviluppati in armonia con l’intenso ritmo produttivo; i  progetti di riforma amministrativa sono approssimativi;  i programmi scolastici e la gestione didattica sono arretrati;  la miseria e le differenze sociali sono state nascoste dai cambiamenti dello stile di vita ma riemergono drammaticamente.

Queste saranno le premesse della “contestazione globale” che attaccherà l’ipocrisia e l’arroganza del potere e delle sue trame illusorie attraverso articolate forme di protesta ma,  soprattutto,  sollecitando il movimento di massa (Contessa).

La militanza politica degli studenti accanto agli operai aggiunge ai temi della rivendicazione salariale e normativa lo slogan della fantasia al potere e dell’esaltazione dell’amore in opposizione allo scenario di morte della guerra (La canzone di Marinella; La guerra di Piero).

La risposta della politica istituzionale, dei centri di potere occulto, di poteri dello stato soggetti a pressioni e di gruppi sociali tradizinalmente conservatori o apertamente reazonari è prevalentemente orientata alla condanna ed alla ricerca di forme di contenimento e di liquidazione di questo “atipico” quanto motivato ed agguerrito schieramento; ha inizio così una fase di tensione senza esclusine di colpi che porta a scontri di piazza , violenze , attentati , ma anche a momenti di  solidarietà e di compattezza sociale capaci di indicare la crescita della maturità democretica del paese

(I treni per Reggio Calabria.)  La “strategia della tensione” prosegue negli anni settanta  e il movimento giovanile si divide in gruppi ideologici più definiti con confronti di strategie e con prospettive divergenti , di condizionamento delle linee politiche istituzionali o di aperta eversione. Il laboratorio musicale che accompagna questi difficili momenti produce brani di interesse compositivo e di fascino interpretativo (I giardini di Marzo; Impressioni di Settembre; Gioia e rivoluzione).   Frattanto la politica ufficiale, quella del parlamento è coinvolta in scandali di corruzione e ricerca una nuova verginità con la legge del finanziamento pubblico dei partiti: è il momento, anche nell’area extraparlamentare, dell’ironia  e del disimpegno critico e sarcastico (Nun te regghe più; Schampoo).