Le canzoni nella storia quotidiana degli italiani e in alcuni momenti decisivi della loro formazione politica

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LEZIONE 3
 
Cronologia Dal 1943 al 1960

LA RESISTENZA, IL DOPOGUERRA, LA RICOSTRUZIONE 

(1943-1960)

-          I canti della Resistenza
Le ultime fasi della guerra

-          La musica degli alleati
Dopo la liberazione

-          Il festival di Sanremo
La voglia di nuovo ed il difficile compito di dimenticare

-    Gli "urlatori" ed il rock 'n' roll
Il modello americano

 

Lezione 3              

Dopo l’arrivo a Napoli delle truppe anglo-americane, il governo italiano è rappresentato nominalmente dal generale Badoglio che si trova a Brindisi con il re e con lo stato maggiore sotto la protezione del comando alleato. Ora il paese reale è chiamato a partecipare alla guerra contro gli ex alleati tedeschi per liberare se stesso, oppure a sostenere il delirio di onnipotenza  dei nazisti  che occupano il centro-nord della penisola insieme agli sparuti quanto pericolosi naufraghi del  Fascismo.  Una scelta comunque difficile perché condizionata da circostanze di emergenza, dalla paura, dalla frustrazione, dal disorientamento; ma prevalentemente una scelta  di riscatto, di liquidazione di tutti i capitoli di un’avventura che ha partorito solo presunzione, prepotenza, ingiustizia, ignoranza e infine miseria e morte.

Contro una simile desolazione umana è possibile scommettere ogni residua fortuna, soprattutto se oltre all’esperienza del dolore si è riusciti ad accumulare anche la capacità di sopravvivere e di lottare insieme ad altri.

Le organizzazioni partigiane nascono da un tessuto di opposizione pre esistente al  Fascismo e comunque operante durante il trionfo del regime; è una stoffa di buona qualità,  che ha retto alla persecuzione e a questo punto è in grado di  ricucirsi con una larghissima trama di consenso e di collaborazione, rappresentata da un popolo ormai consapevole di essere stato ingannato e abbandonato ad un destino senza prospettive accettabili. 

Bella ciao è la partenza per un fronte di guerra alla guerra: la vittoria può liberare tutti , la morte va ricordata come un pegno d’amore. Il peso della tragedia  di questa guerra inarrestabile anche dopo la sua annunciata ed inevitabile estinzione è immediatamente grave per i nostri  soldati lontani dai confini e isolati di fronte all’ira dei Tedeschi: I banditi della brigata Acqui ricorda il loro sacrificio.

Ad  oltre un anno dall’armistizio la guerra è finita  e la musica degli alleati porta ottimismo e speranza (In the mood) ma anche qualche problema di intercultura e di insofferenza nei confronti dei graditi ma intraprendenti nuovi “ospiti” (Tammuriata nera). Dal governo di F.Parri, alla costituente , alla caduta della monarchia, il cammino delle forze politiche che hanno partecipato attivamente alla Resistenza è sostanzialmente lo stesso, ma le elezioni del 1948 dividono il paese rispecchiando la divisione in due blocchi  delle politiche di alleanze mondiali (Vi  ricordate quel 18 Aprile). La  vittoria elettorale della parte cattolica e del suo poliedrico schieramento “Democristiano” si esplica attraverso una politica di contenimento e di all’erta nei confronti di manifestazioni di scontento sociale, di rivendicazioni economiche , di ricerca di nuovi spazi culturali o di forme espressive innovative, trovando in quest’ultime elementi di disturbo di una  quiete provinciale e familista indicata come esempio di raggiunti equilibri esistenziali dell’intera popolazione. Non può non risentirne la creatività in tutti i campi artistici che viene indotta apertamente all’esercizio del conformismo. Vecchio scarpone è un chiaro esempio di questo indirizzo.

Vola  colomba, oltre a rinforzare il clima dei buoni  sentimenti a tutti i costi , inserisce il tema dei profughi italiani  dall’Istria e dei loro parenti e connazionali rimasti là, più o meno consapevolmente o liberamente, dopo l’affermazione del comunismo di Tito. Papaveri e papere allude goffamente e blandamente allo strapotere dei funzonari politici ora saldamente al potere; anche questa cartolina sonora viene spedita , come le due precedenti, dal palcoscenico del neonato Festival della Canzone Italiana di San Remo che, a questo punto, con l’avvento della  trasmissione televisiva , si conferma come un’importante tribuna degi umori degli italiani e del grado di intransigenza

dei collaudati apparati di potere del partito di maggioranza relativa e dei suoi alleati più o meno “centristi “.

Infatti, proprio da San Remo Nel blu dipinto di blu infrange la cristallizzazione rituale della rassegna canora proprio mentre lo schieramento governativo appare meno compatto di fronte al perdurare dell’opposizione sui temi economici, sociali e di costume. Io mammeta e tu  e  Vecchio Frak  indicano due momenti  del percorso innovativo, nella musica e nei testi, seguito da D.Modugno che, insieme ed indipendentemente da altri autori dello stesso periodo contribuisce a creare  una originale fase di espressione artistica e di attenzione alla comunicazione di massa.

Con diversi motivi di ispirazione F. Buscaglione (Eri piccola, Che notte, Criminalmente bella ) ammicca alla trasgressione scherzando con il personaggio del gangster, mentre J. De Palma, elegante interprete di Tua si imbatte in una censura di stampo perbenista e clericale a prova del fatto che per il mondo femminile i cancelli sono ancora chiusi.

R. Carosone contribuisce alla dimestichezza con l’ironia e con la musica “americana” di qualtà  e di genuina origine napoletana (Tu vo’ fa’ l’americano).

Infine, all’alba degli anni sessanta , alle nuove proposte musicali e di comportamento si aggiunge il dirompente ed imprevedibile Rok and roll, frettolosamente assorbito e ricucinato da A. Celentano (Il tuo bacio è come un rock ).