Le canzoni nella storia quotidiana degli italiani e in alcuni momenti decisivi della loro formazione politica

Introduzione

Può essere anche un luogo comune,  una banalità udita troppe volte, ma è pur vero che nel Novecento degli italiani e  probabilmente anche nella storia contemporanea di tutti i popoli  “industrializzati”, la musica popolare e in particolare la canzone, rappresentano un importante punto di riferimento , un elemento forse irrinunciabile di vita quotidiana.  Agli italiani, si dice, piace cantare e sentir cantare e piace loro cogliere, nella musica e nelle parole delle canzoni, una gran quantità di  messaggi da interpretare e da trasmettere a propria volta, spesso attraverso un’altra, nuova canzone.Ci si  aspetta, pertanto, cercando un posto accanto a questa amata compagna di viaggio che è la canzone, di riuscire a scambiare con  “lei” interessanti pareri  e nutrite considerazioni sugli umori, sulle aspettative, sulle delusioni e sulle convinzioni diffuse di un’intera popolazione durante  un itinerario di storia vissuta che va, come minimo, dalle lotte per l’indipendenza e per l’unità d’Italia fino al tempo attuale.La canzone è qualcosa di più e qualcosa di meno sia della musica che della poesia; siamo di fronte ad una composizione multimediale, capace di livelli espressivi sorprendenti, in alto e in basso, sia nella scala dei valori culturali, sia nell’affollata regione dei coinvolgimenti emotivi.  Se  l’abbiamo definita un’amata compagna di viaggio, vuol ben dire che di lei  riusciamo ad accettare anche i momenti meno brillanti , nella promessa e nel ricordo di quelli veramete esaltanti che sicuramente ci saranno e ci sono già stati . In ogni caso, la canzone è una parte non trascurabile della colonna sonora  degli avvenimenti contemporanei ed il suo potere di rivelazione è probabilmente superiore a quanto si possa  credere.  Nel fare storia in senso attuale e costruttivo è ormai chiaro che la ricerca di qualsiasi  elemento di influenza sugli avvenimenti, al pari dell’analisi di comportamenti e situazioni collegate agli avvenimenti stessi, ha piena dignità di metodo ; tuttavia vale la pena di soffermarsi sul senso di questa considerazione. Qui non si chiede di aggiungere un posto a tavola per la canzone solo in nome dell’opportuna  multidirezionalità dell’indagine su un passato sempre in via di definizione, né si chiede di ospitare al convivio la storia della musica  in versione “pop “, si vuole invece, secondo un necessario criterio di ricostruzione , arricchire il contesto delle problematiche e delle vicende del Novecento con elementi capaci di stimolare la riflessione critica perché immediati e fortemente caratterizzanti. Fare storia attraverso i suoni della storia è diverso da fare storia della musica e questo fatto torna utile anche alla musica stessa. Scegliere tra le complesse forme della musica quelle che, di volta in volta, hanno cercato di farsi interpreti del loro tempo, significa anche liberare la musica dal culto di se stessa, nel pieno rispetto della ricerca di identità propria di qualsiasi  forma creativa dell’ingegno umano. Nel registrare la testimonianza suonata e cantata di un’epoca non si possono accettare gerarchie di valori precostituite, né si può pensare poi che rivalutando il ruolo di alcune forme espressive , di minor peso a prima vista, queste abbiano da sole dissaldato il forziere della vertà nascosta.È più semplice, in fin dei conti, riconoscere uguale dignità di partenza a tutti gli interlocutori anche quando, per esperienza o per istinto, a torto o a ragione, si è portati a non attendersi più nulla da colui che ha chiesto la parola proprio nel momento in cui si pensava che il dibattito fosse concluso.

                                                                                                                                                                            Andrea Zanfei

 Il presente CD è il frutto del lavoro di gruppo portato avanti a “staffetta “ dagli studenti delle classi quinta B  negli anni scolastici 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2007. Nell'anno 2003-2004 ha partecipato al lavoro la classe quinta D e nel 2004-2005 e 2006-2007 la classe quinta F. Si tratta di un esperienza di ricerca guidata su internet e su altre fonti a seguito di un ciclo di sei lezioni annuali (ciascuna della durata di tre ore) aventi per tema: la storia degli italiani attraverso i segnali, le riflessioni e i messaggi raccolti e/o trasmessi dalla musica quotidiana di ispirazione e di consumo popolare curati dal cantante, autore e ricercatore Massimo Altomare.    Durante le lezione condotte dal prof. Andrea Zanfei sono state presentate e ascoltate numerose tracce musicali che venivano collocate in corrispondenti contesti storico- problematici. In ciascuno dei quattro anni sono stati presi in esame avvenimenti, problemi e valutazioni di ordine sociale, politico-economico, di cultura e di costume riferiti con varie accelerazioni ad un arco di tempo che va dal 1820 ai giorni nostri. Una volta disegnato il quadro di riferimenti è stato chiesto agli studenti di operare approfondimenti sui singoli brani musicali  selezionati, contribuendo a costruire un ipertesto finale capace di fornire cronologie, musiche con i relativi testi e informazioni sui contenuti, sugli autori, sugli interpreti e sui periodi storici di riferimento.  Il fine è quello di agevolare apprendimenti della storia italiana contemporanea , ma anche di proporre nuove opportunità di valutazione e di documentazione, di stimolare la spinta di ricerca, e di fornire un uso dell’informatica programmato e mirato ad obiettivi culturali ed espressivi.Il lavoro è in continua fase di rielaborazione pertanto alcune schede di approfondimento sono incomplete e mancanti; lo schema di consultazione interattiva procede per lezioni; all’interno di ogni lezione si reperiscono cronologie, testi e schede di approfondimento.