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La storia del Liceo Gobetti

Giugno 2012

 

Dopo numerose sollecitazioni del prof. De Lorenzo a scrivere qualcosa per il sito nella sezione Storia del Liceo Gobetti, finalmente trovo il tempo per farlo. Siamo ai tempi di recupero: il liceo Gobetti dal prossimo settembre sarà unito al vicino ITC “A. Volta” per iniziare un nuovo percorso che mi auguro possa confermare gli elementi di eccellenza e aggiungere potenzialità nuove.

Sono arrivata al Liceo Gobetti nel settembre 2008 ed ho trovato una scuola accogliente e ricca di stimoli e sfide importanti. Questi 4 anni sono stati segnati da trasformazioni non trascurabili sul piano istituzionale, come la riforma degli ordinamenti nel 2010 e i poderosi tagli che sono stati fatti dal 2008 in poi ai finanziamenti concessi dallo Stato alle scuole.

Nonostante questo abbiamo, con determinazione, intrapreso un percorso di innovazione sul piano della metodologia didattica. Parallelamente al lavoro di ricerca e formazione fatto all’interno dei dipartimenti disciplinari, siamo riusciti a dotare tutte le aule di lavagne interattive multimediali (LIM), con computer, videoproiettore e collegamento a Internet. Tutto questo consente un notevole arricchimento della didattica che costantemente si rinnova nelle metodologie e nei contenuti.

 

Le finalità che ci siamo proposti in questi anni sono riassumibili nei seguenti punti:

 

1.      confermare e possibilmente migliorare l’immagine dell’Istituto e la qualità di quanto effettivamente percepito all’esterno rispetto all’agito, dando a quest’ultimo ogni opportuna visibilità;

2.      valorizzare la collaborazione con gli enti territoriali e con l’Università nelle varie attività proposte (manifestazioni, eventi, conferenze, ricerca e formazione …)

3.      promuovere la formazione in servizio, l’aggiornamento e l’autoaggiornamento sia dei docenti che del personale A.T.A.;

4.      motivare gli studenti all’apprendimento e favorire il saper essere e il saper fare, anche attraverso la proposta di attività laboratoriali ed extracurricolari, importanti ai fini della formazione integrale della persona, e mettendo in opera attività e strategie didattiche, anche differenziate, utili a perseguire il successo formativo di ciascuno per contribuire alla formazione di personalità armoniose dal punto di vista culturale e umano;

5.      garantire interventi didattici integrativi, di sostegno e di recupero (attraverso l’impiego di risorse finanziarie aggiuntive rispetto al budget specifico assegnato dal Ministero), nel corso dell’anno scolastico e nel periodo estivo, anche tenuto conto della attuale normativa relativa ai “debiti” scolastici e alla sospensione del giudizio nello scrutinio di giugno, perseguendo l’obiettivo del recupero delle carenze non solo con i corsi di recupero previsti nei due periodi successivi agli scrutini (gennaio-febbraio e giugno-luglio) ma anche in itinere con sportelli e interventi di sostegno straordinari quando se ne ravvisi la necessità;

6.      garantire interventi di orientamento sia in entrata, rivolti agli alunni delle scuole secondarie inferiori, sia in uscita, per favorire una scelta dopo il diploma consapevole e oculata. Il criterio guida nell’attività di orientamento per la scelta degli studenti di terza media è che bisogna dare una corretta informazione sui prerequisiti necessari per affrontare un percorso di successo in un liceo scientifico anziché considerarla, come spesso avviene, una competizione con altri istituti. Si è inoltre continuata la nostra adesione ad Almadiploma, per favorire il raccordo con le aziende e per utilizzare uno strumento nuovo, come Almaorientati, che permette agli studenti di capire meglio le proprie potenzialità e predisposizioni;

7.      assicurare un’offerta formativa ampia, qualificata, innovativa e corrispondente alle esigenze dell’utenza e del territorio: considerato che i nuovi ordinamenti non prevedono la seconda lingua nel liceo scientifico si è offerta agli studenti delle classi prime la possibilità di avere due ore settimanali di seconda lingua con il pagamento di un contributo da parte delle famiglie; il numero sufficiente di richieste per l’attivazione del corso si è avuto per spagnolo. Si è attivato anche un corso di potenziamento della lingua inglese di un’ora settimanale, sempre in orario aggiuntivo con il contributo delle famiglie. L’offerta formativa è stata arricchita anche da molte attività laboratoriali extracurricolari che hanno avuto una buona riuscita in termini di adesioni e partecipazione (certificazione per le lingue straniere, olimpiadi della matematica, laboratorio teatrale, laboratorio di biotecnologia, di astronomia, di chimica ecc.). Le attività laboratoriali, per le quali si è fatto ricorso a personale esperto esterno qualificato, hanno rappresentato per i docenti del liceo che vi hanno partecipato come tutor un’occasione importante di formazione e autoaggiornamento. Si è inoltre proseguito nel progetto di educazione alla salute, condotto in collaborazione con la ASL, che prevede interventi in classe di esperti per trattare le diverse tematiche (affettività e sessualità, prevenzione rispetto all’uso delle sostanze, donazione del sangue e degli organi ecc.). Nell’ambito del Centro Sportivo Scolastico si è programmata un’ampia offerta di attività motorie (sci, tennis, equitazione, rugby, badminton ecc.) attuate in orario pomeridiano da parte dei docenti del Liceo in collaborazione con quelli del vicino ITC “A. Volta” e con il Comune di Bagno a Ripoli, nell’intento di ottimizzare le risorse e soddisfare al meglio le esigenze presenti sul territorio ripolese. Aperte a tutta la cittadinanza, oltre che a studenti e docenti del Liceo, sono state inoltre attuate una serie di iniziative di tipo culturale ad opera dei docenti del Liceo, come le conferenze sul tema del secondo dopoguerra, le conferenze sul tema Filosofia e scienza: declinazioni dell’evoluzione, le conferenze su: Le città cosmopolite dell’impero ottomano, Salire in cattedra: interventi degli studenti su Internet, La crisi economica, il Sessantotto americano, e una tavola rotonda sulla Bioetica.  Inoltre si sono svolti gli incontri di lettura e gli incontri con psicologi sulle problematiche adolescenziali, iniziative che hanno visto una notevole partecipazione, a dimostrazione di quanto interesse vi sia sul territorio per attività coinvolgenti sul piano culturale;

8.      dare un rilievo particolare allo studio e approfondimento delle tematiche connesse all’educazione alla legalità, alla Dichiarazione dei diritti umani e alla Costituzione repubblicana, alla memoria della Shoa, alla celebrazione della liberazione dal nazifascismo, alla questione della pace, nell’ottica della formazione del cittadino con i propri diritti e doveri e la propria identità, anche in collaborazione con enti e associazioni presenti sul territorio;

9.      monitorare l’andamento e gli esiti delle attività progettuali previste nel P.O.F. e i risultati ottenuti dagli studenti nelle varie discipline negli scrutini finali e negli esami di Stato, in modo da poterne tenere conto nella programmazione dell’attività didattica disciplinare e progettuale dell’anno successivo.

 

Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Clara Pistolesi

 

 

 


In principio era...

 

dalla rivista "IL GOBETTI" del giugno 2006 numero monografico dedicato ai trent'anni del Liceo.

a cura di Cristina Negroni

 

Da “quinto Liceo a “Liceo Gobetti”: un percorso a sostegno della diffusione della cultura.

In un dialogo “quasi” leopardiano la funzione più importante della scuola: comunicare

 

In principio era... una costola del Liceo Castelnuovo.
Poi -  e siamo nell’anno scolastico 1972-73 – l’Istituto diventa autonomo, ma è solo un numero:
il V Liceo Scientifico

 

 

Il “Quinto Liceo Scientifico”

 

“Parlare del Liceo Scientifico “Gobetti” per me significa ricordare la fondazione di questo Istituto che si chiamava semplicemente”Quinto Liceo Scientifico”. Qui rimasi quattro anni ed affrontai il problema della molteplicità dei plessi (Piazza di Badia a Ripoli, Viale Gramsci, Rovezzano), ma alla fine ebbi la sistemazione nella bella Villa di Rusciano,in via Benedetto Fortini.

Ricordo anche con piacere l’entusiasmo che animava quasi tutti i colleghi e gli stessi studenti fino a quando si acuì un dissidio ideologico, manifestatosi con uno scontro violento in occasione delle prime elezioni studentesche promosse dai cosiddetti Decreti Delegati.

Nonostante questi contrasti suscitati da un esiguo gruppo di alunni, i miei ricordi sono sostanzialmente positivi. Ogni tanto, quando incontro studenti di allora diventati adulti, mi rendo conto della reciproca soddisfazione: ci salutiamo con affetto e ricordiamo episodi del passato. Ho ancora presente il volto di molti di loro, anche se ne ho dimenticato il nome; probabilmente in me sopravvive la malinconia di un tempo trascorso con i giovani.”

 

Prof. Giovanni Giovannini

 

 

Come vediamo, nascono anche i primi conflitti con la presidenza.

Nel 1976 esce “maturata” la prima Classe Quinta e l’anno seguente c’è un cambio al vertice: inizia l’era del prof. Candela, che è testimone anche lui degli echi più o meno vicini del movimento studentesco. Tra le “prove” che il prof.Candela ha dovuto affrontare durante il suo “mandato” non può essere dimenticata la serie infinita di scherzi – degni della tradizione più alta dei Pesci d’Aprile – di cui una classe, sotto la guida di un fantomatico sig. Ugo Padroni, abitante di via Ripoli nei pressi della scuola, autocostituitosi come una sorta di  difensore civico, è stata protagonista

 

 

UN RICORDO DEL LICEO “GOBETTI”

 

     “Sono onorato dell’invito che mi è stato fatto di ricordare con una nota il periodo che ho vissuto alla presidenza del V Liceo Scientifico, poi divenuto Liceo “Piero Gobetti”: è un periodo certo temporalmente non rilevante, ma neppure molto breve: dal 1977 al 1989.

     Di questa esperienza ricordo, a parte le difficoltà dovute alla precarietà della sede, divisa per molto tempo tra la Villa di Rusciano e l’edificio di Piazza di Badia a Ripoli ( prima di una breve, ultima riunificazione nella Villa di Rusciano), l’esperienza quotidiana di un lavoro comune, condotto sempre con grande serietà dagli studenti e dagli insegnanti; dei primi ricordo soprattutto la passione civile che li ispirava, di partecipazione alla vita della città attraverso le lotte, caratteristiche di quegli anni, del grande movimento studentesco.

Da quel clima nacque anche l’iniziativa di intitolare il Liceo al nome di Piero Gobetti, di cui proprio quest’anno ricorre il centenario della nascita, e in onore del quale venne anche pubblicata, a cura di alcuni Insegnanti, una piccola monografia. Così il nostro Liceo si affiancava ad altri Istituti cittadini che, intorno a quegli anni, vennero intitolati ai nomi di Antonio Gramsci e di Gaetano Salvemini.

     Ricordo anche l’esperienza dell’attività teatrale, che ha visto impegnato il Liceo, per molti anni, sotto la guida e l’impulso datole dal Vice-Preside prof. Vezzani, e che ha portato la nostra “Compagnia” ad esibirsi, con notevole successo, anche nel Grande Teatro Antico di Siracusa, cimentandosi con testi del teatro classico.

     Tra le iniziative degli studenti del “Gobetti” ricordo la lotta da loro condotta per la salvaguardia e il risanamento del bellissimo parco della Villa di Rusciano.

     Auspico per il Liceo le migliori fortune, nel campo degli studi e dell’impegno sociale.”

 

Prof. Mercurio Candela

 

 

Durante questa presidenza , come vediamo, la Scuola si umanizza e viene battezzata

 

 

Da “Quinto Liceo” a “Liceo Gobetti”

 

Filippo Brunelleschi, Maria Curie, Piero Gobetti

 

 “ Nel 1981, nel Quinto Liceo la cui sede era nella bella Villa di Rusciano, durante un Collegio  di Docenti furono messi ai voti tre nomi ai quali intitolare l’istituto: Brunelleschi, Curie, Gobetti. Il nome di Brunelleschi fu proposto dal Prof. Onorio Lelli, che intendeva richiamare i valori della civiltà umanistica fiorentina quale fondamento irrinunciabile per un magistero rivolto a mantenere solide tradizioni.

Maria Curie pur riscuotendo consensi da molti professori, fu sostenuta soprattutto dal gruppo femminile, che voleva interrompere una tradizione antroponimica quasi tutta al maschile, con il nome di una donna straordinaria il cui contributo è stato fondamentale per lo sviluppo della fisica moderna. Maria Sklodowska, di origine polacca, insieme al marito Pietro Curie, iniziò a Parigi, in condizioni molto precarie per l’insufficienza di materiali e di strumenti, una ricerca sui raggi dell’uranio. Seppe conciliare a prezzo di grandi sacrifici la vita di donna e di madre con l’attività di studio e di laboratorio, fino a giungere alla scoperta di un nuovo elemento chimico: il radio. Premio Nobel insieme al marito nel 1903, rifuggì sempre dalla notorietà. Durante la Prima Guerra Mondiale si prodigò come radiologo fra i feriti negli ospedali francesi e belgi. Dopo la guerra, ridotta quasi in miseria, riprese l’insegnamento e la ricerca fino alla morte che avvenne nel 1934, causata dal danno prodotto dalle radiazioni in tanti anni di esposizione.

Il nome di Gobetti fu caldeggiato dal prof. Carmelo Romano.

Nel Collegio dei Docenti la proposta Curie ebbe la maggioranza, ma l’approvazione definitiva spettava al Consiglio d’Istituto che optò per Piero Gobetti: evidentemente doveva passare ancora qualche decennio perché le “pari opportunità”, anche solo come fatto simbolico, fossero prese in maggiore considerazione….” 

 

Prof.sa Miriam Galiberti

 

 

Il Liceo Gobetti comincia così a muovere sempre più spedito i suoi passi nella storia dei Licei fiorentini…… Fioriscono le iniziative culturali – i futuri progetti -, i primi viaggi d’istruzione all’estero, il teatro….

Nell’ottobre 1989, nella triste circostanza del funerale del collega Giangaleazzo Donati, altrimenti noto come il Duca per la squisitezza dei suoi modi, avviene il passaggio delle consegne tra il prof. Candela – trasferitosi al “Galileo” – e il prof. Antonio Pizzo.

Che dire di questa Presidenza, protrattasi fino al 2002? E’ successo talmente tanto che è difficile farne una sintesi efficace. Si potrebbe forse dire che il liceo Gobetti vive in quel periodo la sua giovinezza e maturità, e trova un sua precisa identità nell’ambito dei licei fiorentini. Tutte le iniziative culturali timidamente affacciatesi e realizzate nella “gestione” precedente diventano parte integrante della “filosofia” della scuola, del suo progetto didattico di fondo, e quindi della sua quotidianità. Possiamo, noi “vecchi” che abbiamo vissuto un lungo tratto di questa storia, dire di aver maturato in quegli anni il senso dell’appartenenza alla Scuola. Aspetto – quest’ultimo – che ha anche un risvolto concreto nella lunga, appassionata battaglia di docenti e alunni per non lasciare la Villa di Rusciano, da una parte, e per non venire “accorpati” all’Istituto Volta, dall’altra.

 

 

In autobus per Bagno a Ripoli

 

Oh, buongiorno, Preside. Come va?

Buongiorno. Bene, grazie! Tu sei…Mazzei, vero? Quinta, quinta…D!

Sì, la classe di Zingarelli, e Cassese, e Amalia, la ragazza della rassegna stampa. Con il prof. Vezzani.

Ricordo, ricordo. Una bella classe! Te, tutto bene?

Per fortuna, sì. Ho finito. Mi laureo a giugno.

Complimenti e auguri.

Grazie. Ma è vero, Preside, che è la festa del Liceo, quest'anno?

Sì, è vero, è la festa del "Gobetti". E' un po' il suo compleanno. Ormai è diventato grande. Sai, passano in fretta gli anni, specie tra i banchi, e non solo per i giovani e le giovani, sempre in ansiosa, eppur beata crescita (se non altro perché voi si guarda con speranza al futuro); ma anche per i prof e le prof -vale a dire, ricorda, la vera struttura educante di una scuola-, perché attraverso quella crescita -alla quale hanno dedicato e dedicano, credimi, tante, tante energie, spessissimo con una passione e una partecipazione difficilmente riscontrabili altrove- attraverso quella crescita, appunto, misurano, fortunati e fortunate, l'avvicinarsi della pensione.

Ma quanti anni ha il "Gobetti"?

Non saprei dire con precisione. Ma non si sta a contare, via. Certo, io l'ho conosciuto giovane, il "Gobetti", ben educato, e pieno di vigore, nel fresco secolare di una villa rinascimentale, spazio ideale –devo dire- per la più importante funzione della scuola di ogni tempo: la comunicazione tra persone, sia pure nei diversi ruoli. E di là, per evitare di chiudersi all'interno della sua villa, quasi pago di godersi i salti sicuri, ricordi, di quei liberi scoiattoli tra quegli alberi non curati, è partito, il “Gobetti”, pian piano, per aprirsi, con un rischio calcolato, a una comunicazione esterna più ampia, con la società, con il mondo. Ma per essere il "Gobetti" di sempre.

In che senso?

Il giovane liceo scientifico di Firenze, attento alla formazione/istruzione dei giovani e delle giovani, e con una sua attraente esperienza teatrale. Anche se...

Anche se?

Anche se, non raramente per la verità, c'era sempre qualche sapiente, qui e là, pronto a esprimere giudizi, quasi a pesare la "serietà" della scuola attraverso il numero dei promossi e dei bocciati. Più un liceo boccia, e più è serio, ho sentito dire tante volte. Mah! Poveri bocciati, non hanno mai capito, sofferenti o negligenti, di essere così importanti per la scuola, da determinarne, con la loro opera e presenza/assenza, la misura della serietà! Ma tant'è! Al "Gobetti", in ogni caso, è bene che tu sappia, a ogni studente è stata offerta sempre più di una possibilità per andare avanti. E senza perdere in "serietà".

Sì, è vero, lo sappiamo, lo sappiamo! Ma ha un suo particolare ricordo del Liceo?

Un mio ricordo? Certo, tantissimi. Sai, è difficile dire "un" ricordo, quando un'esperienza di lavoro, per di più gratificante, è durata così tanto, quanto è durata la mia, non solo, ma ha anche rappresentato la fine di un percorso professionale. A quel punto il "ricordo" diventa un insieme di ricordi. Veramente. Non saprei dire.

Però mi farebbe piacere sapere…

Se è così, se insisti, mi sembra giusta quest'occasione di compleanno per ricordare un evento legato a chi ha dato il nome al nostro liceo, Piero Gobetti, un esempio nobile, pur giovanissimo, di uomo libero per le future generazioni: è ancora vivo, è vero, nella mia memoria quel gesto semplice e leggero, di alunne e alunni del liceo, di acconciare un fiore alle sue pietre al cimitero di Père Lachaise. E poi quel correre, a passi saltellanti, a zig-zag, in silenzio, da Jimi Hendrix! Contento?

Sì. Farà gli auguri, dunque, al "Gobetti"?

Certo. Di buon compleanno, con l'augurio, estensibile a tutti i "gobettiani", di oggi e di domani, di tener ferma, in piena continuità, la tradizione, innanzitutto di serietà e di impegno, ma ancora di creatività, di dialogo, di libertà, di solidarietà, di trasparenza, di collegialità partecipata, e di attenzione a non superare mai il limite nel confronto tra persone. La persona è sempre al centro, quando si fa scuola. Forse il fare scuola ha troppo spesso bisogno di un sicuro, e socchiuso, recinto. O no?

 Sì, credo anch’io. Grazie, Preside, per la chiacchierata, la saluto, scendo alla prossima. Arrivederci.

Grazie a te, davvero. Ciao.

Passano davvero in fretta gli anni. Mazzei già si laurea! Ma perché ora mi viene in mente il prof. Perini, e con lui tutti quei “gobettiani”, genitori, collaboratori scolastici, docenti, e purtroppo studenti, che non sono, e avrebbero potuto essere, qui, per questa festa di compleanno?  Ecco, ho saltato la fermata.

 

Prof. Antonio Pizzo

 

 

…. Poi, un giorno, inaspettatamente e molto prematuramente, il prof. Pizzo decide di porre fine alla sua carriera professionale.

L’orientamento della riforma  a fare sempre più un’azienda della scuola – e questo perfino nella terminologia: il Preside diventa Dirigente Scolastico, Alunni e Famiglie sono Il Bacino di Utenza, la scuola deve avere il Bollino di Qualità – puo’ non essere estraneo a tale decisione…..

 

…. E nella successione la Presidenza (pardon, la Dirigenza scolastica.) “si tinge di rosa”: un breve interregno di due anni della prof. Brigida D’Avanzo, prima

 

 

Un caro saluto a tutti

 

Il Liceo Gobetti ha rappresentato una tappa importante del mio percorso professionale. Il ricordo è soprattutto legato alla vivacità e agli interessi culturali che si esprimevano in molteplici attività capaci di stimolare la partecipazione convinta dei docenti e degli studenti e la realizzazione di eventi che hanno avuto un significato assai ampio, in quanto recepiti molto positivamente da tutta la collettività. In particolare l'attività teatrale ha anche proposto una lettura attuale dei classici ed ha costituito un'esperienza di integrazione per tutti gli alunni.

Una citazione, infine, per la disponibilità e il contributo dato da tutto il personale che ha sempre mostrato spirito di collaborazione, partecipando in modo attivo all'opera formativa della scuola.

 

Prof.sa Brigida D'Avanzo

 

 

e la “gestione” attuale, affidata alla prof. Paola Casali Grossi.

 

 

Un liceo dal volto umano

 

Sono arrivata al Liceo Scientifico “P. Gobetti” il 1° settembre 2004.
Il Liceo “P. Gobetti” mi ha colpita subito per la luminosità delle strutture, per la familiarità dell’ambiente e per l’estrema disponibilità e allegria del personale. Un liceo dal volto umano, scientifico, ma con una forte tradizione umanistica favorita da chi mi ha preceduta.

Sono stata subito affascinata dai numerosi progetti presentati dai docenti (teatro, conferenze, giornalino, sport, informatica, biotecnologie, corsi di lingue) che rendono l’istituto più aperto e vivace.

Ho apprezzato particolarmente la rivista “Gobetti” perché frutto della collaborazione di tutte le componenti della scuola (preside, docenti, allievi, genitori).

La rivista taceva da anni e sembrava particolarmente costoso e arduo farla rivivere, invece nel corso dell’anno scolastico 2004-2005, grazie alla partecipazione del Comune di Bagno a Ripoli e dei proprietari delle ville “Olimpia” e “S. Monica” di Candeli che celebravano il 40° anniversario della loro fondazione, la rivista ha ripreso a vivere con il contributo dei docenti, dei genitori e degli alunni di diverse classi.

Il tema della rivista incentrato sulla terza età, “Anziani, un universo da scoprire”, ha suscitato molto interesse, soprattutto da parte degli anziani che sono venuti a conoscenza dell’iniziativa leggendo la stampa.

Credo proprio che la rivista “Gobetti” caratterizzi bene la natura di questo Liceo Scientifico, scuola di ampio respiro, moderna e sempre aperta agli stimoli e alle iniziative provenienti dall’esterno.

Comunque l’aspetto più positivo che ho rilevato è stata la cura e l’attenzione prestata allo studente nella faticosa evoluzione dell’adolescenza: i docenti mai antagonisti, ma sempre partecipi, attenti alla difficoltà di apprendimento e di crescita dell’allievo, nell’intento di colmare i disagi e diminuire le ansie.

Al Liceo “Gobetti” ho trovato una scuola superiore con la sensibilità della scuola dell’obbligo, aperta a tutti senza discriminazione e con ricchi contenuti di studio, disciplina interiore, rispetto dell’altro.

Un ringraziamento sentito a tutti coloro che hanno contribuito a dare all’Istituto queste peculiari caratteristiche intellettuali ed umane.

 

Il Dirigente Scolastico

Prof.sa Paola Casali Grossi