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In
principio era...
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dalla rivista "IL GOBETTI"
del giugno 2006 numero monografico dedicato ai trent'anni
del Liceo.
a cura di Cristina
Negroni
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Da “quinto Liceo a “Liceo
Gobetti”: un percorso a sostegno della diffusione della
cultura.
In un dialogo “quasi”
leopardiano la funzione più importante della scuola:
comunicare
In principio era... una
costola del Liceo Castelnuovo.
Poi - e siamo nell’anno scolastico 1972-73 – l’Istituto
diventa autonomo, ma è solo un numero:
il V Liceo Scientifico
Il “Quinto Liceo
Scientifico”
“Parlare del Liceo
Scientifico “Gobetti” per me significa ricordare la
fondazione di questo Istituto che si chiamava
semplicemente”Quinto Liceo Scientifico”. Qui rimasi
quattro anni ed affrontai il problema della molteplicità
dei plessi (Piazza di Badia a Ripoli, Viale Gramsci,
Rovezzano), ma alla fine ebbi la sistemazione nella
bella Villa di Rusciano,in via Benedetto Fortini.
Ricordo anche con piacere
l’entusiasmo che animava quasi tutti i colleghi e gli
stessi studenti fino a quando si acuì un dissidio
ideologico, manifestatosi con uno scontro violento in
occasione delle prime elezioni studentesche promosse dai
cosiddetti Decreti Delegati.
Nonostante questi
contrasti suscitati da un esiguo gruppo di alunni, i
miei ricordi sono sostanzialmente positivi. Ogni tanto,
quando incontro studenti di allora diventati adulti, mi
rendo conto della reciproca soddisfazione: ci salutiamo
con affetto e ricordiamo episodi del passato. Ho ancora
presente il volto di molti di loro, anche se ne ho
dimenticato il nome; probabilmente in me sopravvive la
malinconia di un tempo trascorso con i giovani.”
Prof. Giovanni Giovannini
Come vediamo, nascono
anche i primi conflitti con la presidenza.
Nel 1976 esce “maturata”
la prima Classe Quinta e l’anno seguente c’è un cambio
al vertice: inizia l’era del prof. Candela, che è
testimone anche lui degli echi più o meno vicini del
movimento studentesco. Tra le “prove” che il prof.Candela
ha dovuto affrontare durante il suo “mandato” non può
essere dimenticata la serie infinita di scherzi – degni
della tradizione più alta dei Pesci d’Aprile – di cui
una classe, sotto la guida di un fantomatico sig. Ugo
Padroni, abitante di via Ripoli nei pressi della scuola,
autocostituitosi come una sorta di difensore civico, è
stata protagonista
UN RICORDO DEL LICEO
“GOBETTI”
“Sono onorato
dell’invito che mi è stato fatto di ricordare con una
nota il periodo che ho vissuto alla presidenza del V
Liceo Scientifico, poi divenuto Liceo “Piero Gobetti”: è
un periodo certo temporalmente non rilevante, ma neppure
molto breve: dal 1977 al 1989.
Di questa esperienza
ricordo, a parte le difficoltà dovute alla precarietà
della sede, divisa per molto tempo tra la Villa di
Rusciano e l’edificio di Piazza di Badia a Ripoli (
prima di una breve, ultima riunificazione nella Villa di
Rusciano), l’esperienza quotidiana di un lavoro comune,
condotto sempre con grande serietà dagli studenti e
dagli insegnanti; dei primi ricordo soprattutto la
passione civile che li ispirava, di partecipazione alla
vita della città attraverso le lotte, caratteristiche di
quegli anni, del grande movimento studentesco.
Da quel clima nacque anche
l’iniziativa di intitolare il Liceo al nome di Piero
Gobetti, di cui proprio quest’anno ricorre il centenario
della nascita, e in onore del quale venne anche
pubblicata, a cura di alcuni Insegnanti, una piccola
monografia. Così il nostro Liceo si affiancava ad altri
Istituti cittadini che, intorno a quegli anni, vennero
intitolati ai nomi di Antonio Gramsci e di Gaetano
Salvemini.
Ricordo anche
l’esperienza dell’attività teatrale, che ha visto
impegnato il Liceo, per molti anni, sotto la guida e
l’impulso datole dal Vice-Preside prof. Vezzani, e che
ha portato la nostra “Compagnia” ad esibirsi, con
notevole successo, anche nel Grande Teatro Antico di
Siracusa, cimentandosi con testi del teatro classico.
Tra le iniziative
degli studenti del “Gobetti” ricordo la lotta da loro
condotta per la salvaguardia e il risanamento del
bellissimo parco della Villa di Rusciano.
Auspico per il Liceo
le migliori fortune, nel campo degli studi e
dell’impegno sociale.”
Prof. Mercurio Candela
Durante questa presidenza
, come vediamo, la Scuola si umanizza e viene battezzata
Da “Quinto Liceo” a
“Liceo Gobetti”
Filippo Brunelleschi,
Maria Curie, Piero Gobetti
“ Nel 1981, nel Quinto
Liceo la cui sede era nella bella Villa di Rusciano,
durante un Collegio di Docenti furono messi ai voti tre
nomi ai quali intitolare l’istituto: Brunelleschi,
Curie, Gobetti. Il nome di Brunelleschi fu proposto dal
Prof. Onorio Lelli, che intendeva richiamare i valori
della civiltà umanistica fiorentina quale fondamento
irrinunciabile per un magistero rivolto a mantenere
solide tradizioni.
Maria Curie pur
riscuotendo consensi da molti professori, fu sostenuta
soprattutto dal gruppo femminile, che voleva
interrompere una tradizione antroponimica quasi tutta al
maschile, con il nome di una donna straordinaria il cui
contributo è stato fondamentale per lo sviluppo della
fisica moderna. Maria Sklodowska, di origine polacca,
insieme al marito Pietro Curie, iniziò a Parigi, in
condizioni molto precarie per l’insufficienza di
materiali e di strumenti, una ricerca sui raggi
dell’uranio. Seppe conciliare a prezzo di grandi
sacrifici la vita di donna e di madre con l’attività di
studio e di laboratorio, fino a giungere alla scoperta
di un nuovo elemento chimico: il radio. Premio Nobel
insieme al marito nel 1903, rifuggì sempre dalla
notorietà. Durante la Prima Guerra Mondiale si prodigò
come radiologo fra i feriti negli ospedali francesi e
belgi. Dopo la guerra, ridotta quasi in miseria, riprese
l’insegnamento e la ricerca fino alla morte che avvenne
nel 1934, causata dal danno prodotto dalle radiazioni in
tanti anni di esposizione.
Il nome di Gobetti fu
caldeggiato dal prof. Carmelo Romano.
Nel Collegio dei Docenti
la proposta Curie ebbe la maggioranza, ma l’approvazione
definitiva spettava al Consiglio d’Istituto che optò per
Piero Gobetti: evidentemente doveva passare ancora
qualche decennio perché le “pari opportunità”, anche
solo come fatto simbolico, fossero prese in maggiore
considerazione….”
Prof.sa Miriam Galiberti
Il Liceo Gobetti comincia
così a muovere sempre più spedito i suoi passi nella
storia dei Licei fiorentini…… Fioriscono le iniziative
culturali – i futuri progetti -, i primi viaggi
d’istruzione all’estero, il teatro….
Nell’ottobre 1989, nella
triste circostanza del funerale del collega Giangaleazzo
Donati, altrimenti noto come il Duca per la squisitezza
dei suoi modi, avviene il passaggio delle consegne tra
il prof. Candela – trasferitosi al “Galileo” – e il
prof. Antonio Pizzo.
Che dire di questa
Presidenza, protrattasi fino al 2002? E’ successo
talmente tanto che è difficile farne una sintesi
efficace. Si potrebbe forse dire che il liceo Gobetti
vive in quel periodo la sua giovinezza e maturità, e
trova un sua precisa identità nell’ambito dei licei
fiorentini. Tutte le iniziative culturali timidamente
affacciatesi e realizzate nella “gestione” precedente
diventano parte integrante della “filosofia” della
scuola, del suo progetto didattico di fondo, e quindi
della sua quotidianità. Possiamo, noi “vecchi” che
abbiamo vissuto un lungo tratto di questa storia, dire
di aver maturato in quegli anni il senso
dell’appartenenza alla Scuola. Aspetto – quest’ultimo –
che ha anche un risvolto concreto nella lunga,
appassionata battaglia di docenti e alunni per non
lasciare la Villa di Rusciano, da una parte, e per non
venire “accorpati” all’Istituto Volta, dall’altra.
In autobus per Bagno a
Ripoli
Oh, buongiorno, Preside.
Come va?
Buongiorno. Bene, grazie!
Tu sei…Mazzei, vero? Quinta, quinta…D!
Sì, la classe di
Zingarelli, e Cassese, e Amalia, la ragazza della
rassegna stampa. Con il prof. Vezzani.
Ricordo, ricordo. Una
bella classe! Te, tutto bene?
Per fortuna, sì. Ho
finito. Mi laureo a giugno.
Complimenti e auguri.
Grazie. Ma è vero,
Preside, che è la festa del Liceo, quest'anno?
Sì, è vero, è la festa del
"Gobetti". E' un po' il suo compleanno. Ormai è
diventato grande. Sai, passano in fretta gli anni,
specie tra i banchi, e non solo per i giovani e le
giovani, sempre in ansiosa, eppur beata crescita (se non
altro perché voi si guarda con speranza al futuro); ma
anche per i prof e le prof -vale a dire, ricorda, la
vera struttura educante di una scuola-, perché
attraverso quella crescita -alla quale hanno dedicato e
dedicano, credimi, tante, tante energie, spessissimo con
una passione e una partecipazione difficilmente
riscontrabili altrove- attraverso quella crescita,
appunto, misurano, fortunati e fortunate, l'avvicinarsi
della pensione.
Ma quanti anni ha il "Gobetti"?
Non saprei dire con
precisione. Ma non si sta a contare, via. Certo, io l'ho
conosciuto giovane, il "Gobetti", ben educato, e pieno
di vigore, nel fresco secolare di una villa
rinascimentale, spazio ideale –devo dire- per la più
importante funzione della scuola di ogni tempo: la
comunicazione tra persone, sia pure nei diversi ruoli. E
di là, per evitare di chiudersi all'interno della sua
villa, quasi pago di godersi i salti sicuri, ricordi, di
quei liberi scoiattoli tra quegli alberi non curati, è
partito, il “Gobetti”, pian piano, per aprirsi, con un
rischio calcolato, a una comunicazione esterna più
ampia, con la società, con il mondo. Ma per essere il "Gobetti"
di sempre.
In che senso?
Il giovane liceo
scientifico di Firenze, attento alla
formazione/istruzione dei giovani e delle giovani, e con
una sua attraente esperienza teatrale. Anche se...
Anche se?
Anche se, non raramente
per la verità, c'era sempre qualche sapiente, qui e là,
pronto a esprimere giudizi, quasi a pesare la "serietà"
della scuola attraverso il numero dei promossi e dei
bocciati. Più un liceo boccia, e più è serio, ho sentito
dire tante volte. Mah! Poveri bocciati, non hanno mai
capito, sofferenti o negligenti, di essere così
importanti per la scuola, da determinarne, con la loro
opera e presenza/assenza, la misura della serietà! Ma
tant'è! Al "Gobetti", in ogni caso, è bene che tu
sappia, a ogni studente è stata offerta sempre più di
una possibilità per andare avanti. E senza perdere in
"serietà".
Sì, è vero, lo sappiamo,
lo sappiamo! Ma ha un suo particolare ricordo del Liceo?
Un mio ricordo? Certo,
tantissimi. Sai, è difficile dire "un" ricordo, quando
un'esperienza di lavoro, per di più gratificante, è
durata così tanto, quanto è durata la mia, non solo, ma
ha anche rappresentato la fine di un percorso
professionale. A quel punto il "ricordo" diventa un
insieme di ricordi. Veramente. Non saprei dire.
Però mi farebbe piacere
sapere…
Se è così, se insisti, mi
sembra giusta quest'occasione di compleanno per
ricordare un evento legato a chi ha dato il nome al
nostro liceo, Piero Gobetti, un esempio nobile, pur
giovanissimo, di uomo libero per le future generazioni:
è ancora vivo, è vero, nella mia memoria quel gesto
semplice e leggero, di alunne e alunni del liceo, di
acconciare un fiore alle sue pietre al cimitero di Père
Lachaise. E poi quel correre, a passi saltellanti, a
zig-zag, in silenzio, da Jimi Hendrix! Contento?
Sì. Farà gli auguri,
dunque, al "Gobetti"?
Certo. Di buon compleanno,
con l'augurio, estensibile a tutti i "gobettiani", di
oggi e di domani, di tener ferma, in piena continuità,
la tradizione, innanzitutto di serietà e di impegno, ma
ancora di creatività, di dialogo, di libertà, di
solidarietà, di trasparenza, di collegialità
partecipata, e di attenzione a non superare mai il
limite nel confronto tra persone. La persona è sempre al
centro, quando si fa scuola. Forse il fare scuola ha
troppo spesso bisogno di un sicuro, e socchiuso,
recinto. O no?
Sì, credo anch’io.
Grazie, Preside, per la chiacchierata, la saluto, scendo
alla prossima. Arrivederci.
Grazie a te, davvero.
Ciao.
Passano davvero in fretta
gli anni. Mazzei già si laurea! Ma perché ora mi viene
in mente il prof. Perini, e con lui tutti quei “gobettiani”,
genitori, collaboratori scolastici, docenti, e purtroppo
studenti, che non sono, e avrebbero potuto essere, qui,
per questa festa di compleanno? Ecco, ho saltato la
fermata.
Prof. Antonio Pizzo
…. Poi, un giorno,
inaspettatamente e molto prematuramente, il prof. Pizzo
decide di porre fine alla sua carriera professionale.
L’orientamento della
riforma a fare sempre più un’azienda della scuola – e
questo perfino nella terminologia: il Preside diventa
Dirigente Scolastico, Alunni e Famiglie sono Il Bacino
di Utenza, la scuola deve avere il Bollino di Qualità –
puo’ non essere estraneo a tale decisione…..
…. E nella successione la
Presidenza (pardon, la Dirigenza scolastica.) “si tinge
di rosa”: un breve interregno di due anni della prof.
Brigida D’Avanzo, prima
Un caro saluto a tutti
Il Liceo Gobetti ha
rappresentato una tappa importante del mio percorso
professionale. Il ricordo è soprattutto legato alla
vivacità e agli interessi culturali che si esprimevano
in molteplici attività capaci di stimolare la
partecipazione convinta dei docenti e degli studenti e
la realizzazione di eventi che hanno avuto un
significato assai ampio, in quanto recepiti molto
positivamente da tutta la collettività. In particolare
l'attività teatrale ha anche proposto una lettura
attuale dei classici ed ha costituito un'esperienza di
integrazione per tutti gli alunni.
Una citazione, infine, per
la disponibilità e il contributo dato da tutto il
personale che ha sempre mostrato spirito di
collaborazione, partecipando in modo attivo all'opera
formativa della scuola.
Prof.sa Brigida D'Avanzo
e la “gestione” attuale,
affidata alla prof. Paola Casali Grossi.
Un
liceo dal volto umano
Sono arrivata al Liceo Scientifico “P. Gobetti” il 1°
settembre 2004.
Il Liceo “P. Gobetti” mi ha colpita subito per la
luminosità delle strutture, per la familiarità
dell’ambiente e per l’estrema disponibilità e allegria
del personale. Un liceo dal volto umano, scientifico, ma
con una forte tradizione umanistica favorita da chi mi
ha preceduta.
Sono stata subito affascinata dai numerosi progetti
presentati dai docenti (teatro, conferenze, giornalino,
sport, informatica, biotecnologie, corsi di lingue) che
rendono l’istituto più aperto e vivace.
Ho
apprezzato particolarmente la rivista “Gobetti” perché
frutto della collaborazione di tutte le componenti della
scuola (preside, docenti, allievi, genitori).
La
rivista taceva da anni e sembrava particolarmente
costoso e arduo farla rivivere, invece nel corso
dell’anno scolastico 2004-2005, grazie alla
partecipazione del Comune di Bagno a Ripoli e dei
proprietari delle ville “Olimpia” e “S. Monica” di Candeli che celebravano il 40° anniversario della loro
fondazione, la rivista ha ripreso a vivere con il
contributo dei docenti, dei genitori e degli alunni di
diverse classi.
Il
tema della rivista incentrato sulla terza età, “Anziani,
un universo da scoprire”, ha suscitato molto
interesse, soprattutto da parte degli anziani che sono
venuti a conoscenza dell’iniziativa leggendo la stampa.
Credo proprio che la rivista “Gobetti” caratterizzi bene
la natura di questo Liceo Scientifico, scuola di ampio
respiro, moderna e sempre aperta agli stimoli e alle
iniziative provenienti dall’esterno.
Comunque l’aspetto più positivo che ho rilevato è stata
la cura e l’attenzione prestata allo studente nella
faticosa evoluzione dell’adolescenza: i docenti mai
antagonisti, ma sempre partecipi, attenti alla
difficoltà di apprendimento e di crescita dell’allievo,
nell’intento di colmare i disagi e diminuire le ansie.
Al
Liceo “Gobetti” ho trovato una scuola superiore con la
sensibilità della scuola dell’obbligo, aperta a tutti
senza discriminazione e con ricchi contenuti di studio,
disciplina interiore, rispetto dell’altro.
Un ringraziamento sentito
a tutti coloro che hanno contribuito a dare all’Istituto
queste peculiari caratteristiche intellettuali ed umane.
Il Dirigente Scolastico
Prof.sa Paola Casali Grossi |