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Le
Cappelle medicee sono ai nostri giorni un museo
statale di
Firenze
e luogo di sepoltura della famiglia Medici, ricavato da
alcune aree della
Basilica di San Lorenzo
a
Firenze,
al quale si accede dal retro della chiesa, in Piazza
Madonna degli Aldobrandini.
Le
due parti principali che si visitano sono prolungamenti
dell'abside della basilica: la
Sagrestia Nuova,
edificata da
Michelangelo
dal
1519
in un decennio circa, e la grande Cappella dei Principi,
del secolo successivo, completamente ricoperta da marmi
e pietre semi-preziose dove sono sepolti i
granduchi di Toscana
e i loro familiari; inoltre fanno parte del percorso
alcune sale della cripta (ideata dal
Buontalenti)
sotto la Cappella dei Principi, dove è situata la
biglietteria, il bookshop e talvolta sono realizzate
esibizioni temporanee.
La cripta
La
Cripta è il primo ambiente al quale si accede
dall'ingresso del museo. In questo ambiente sorretto da
basse volte, si trovano sul pavimento le lastre tombali
dei granduchi, delle loro consorti e dei familiari
stretti. Recentemente, vi è stata sistemata, in numerose
teche, una ricca collezione di reliquiari
Sei-Settecenteschi legati alla sfarzosa committenza
granducale. Da questo ambiente si accede, attraverso due
scalinate, alla soprastante Cappella dei Principi.
A
partire dal
2004
si stanno svolgendo degli esami sulle spoglie dei Medici
per far luce su alcuni punti oscuri della loro storia
familiare. Fra i primi ritrovamenti ancora inspiegati,
la salma di un neonato sconosciuto, forse il figlio
illegittimo di un personaggio di famiglia.
Esiste anche un'altra cripta sotto la basilica, dove si
trovano le tombe di
Cosimo il Vecchio
e di
Donatello,
ma non è accessibile da qui.
La Cappella dei
Principi

Veduta
esterna in notturna della Cappella dei Principi
Lo
sfarzoso ambiente ottagonale è largo 28 metri ed è
sormontato dalla cupola di San Lorenzo, che raggiunge
un'altezza di 59 metri, la seconda per maestosità in
città dopo
quella del Brunelleschi.
Fu
ideata da
Cosimo I,
ma la sua realizzazione si deve al suo successore
Ferdinando I,
che incaricò l'architetto
Matteo Nigetti,
1604
su disegno di
Don Giovanni de' Medici,
fratello dello stesso granduca. Lo stesso Buontalenti
intervenne modificando in parte il progetto.

Mosaico di Stemma di Firenze, dalla Cappella dei
Principi.
Lo
sfarzo abbagliante è dato dai ricchissimi intarsi creati
con pietre semipreziose, per la realizzazione dei quali
fu cerato l'Opificio
delle Pietre Dure.
Questa arte del cosiddetto commesso fiorentino,
tutt'ora praticata soprattutto nella decorazione di
mobili e vasi, trova qui il suo apice, anche se il tono
funebre dell'opera fece scegliere i colori più smorzati
e cupi con
porfidi
e
graniti.
Nella zoccolatura invece si usarono pietre dure più
colorate, nonché la
madreperla,
i
lapislazzuli
e il
corallo
per riprodurre gli stemmi delle sedici città toscane
fedeli alla famiglia dei Medici.
Nelle nicchie sarebbero dovute entrare le statue dei
granduchi, anche se furono poi realizzate soltanto
quelle per
Ferdinando I
e
Cosimo II,
opere entrambe di
Pietro Tacca
eseguite tra il
1626
ed il
1642.
Gli altri sepolcri granducali appartengono a
Cosimo I
(1519-1574),
Cosimo II
(successore di Ferdinando I,
1590-1561)
e
Cosimo III
(succeduto a Ferdinando II,
1643-1723).
Al centro dell'atrio, nelle intenzioni dei committenti,
doveva trovarsi il
Santo Sepolcro,
sebbene i vari tentativi di comprarlo o rubarlo a
Gerusalemme
fallirono.
I
sarcofaghi sono in realtà vuoti e le vere spoglie dei
granduchi e dei loro familiari (una cinquantina fra
maggiori e minori) fino a
Anna Maria Luisa de' Medici
(ultima erede della dinastia,
1667-1743),
sono conservate in semplici ambienti nascosti dietro le
mura, nella cripta del Buontalenti.
Da
dietro l'altare si accede ad un piccolo vano dove sono
esposti altri preziosi reliquiari, alcuni dei quali
donati alla città da
Leone X.
La Sagrestia Nuova
Edificata da Michelangelo a più riprese tra il
1521
ed il
1534,
vi si accede da un corridoio dalla Cappella dei
Principi, mentre la porta che permette di entrare nella
basilica oggi è chiusa.
Commissionata da
Papa Leone X
ed dal cardinale
Giulio de' Medici
(futuro
Clemente VII),
Michelangelo la realizzò partendo dalla stessa pianta
della Sacrestia Vecchia del
Brunelleschi
e divise lo spazio in forme più complesse, con archi
trionfali che si aprono su delle specie di absidi.
Incassati nelle due pareti laterali realizzò i sepolcri
monumentali dedicati a Giuliano Duca di Nemours e
suo nipote Lorenzo Duca d’Urbino, per i quali
scolpì tre sculture ciascuno: le Allegorie del Tempo,
adagiate sopra i sepolcri, e i ritratti soprastanti dei
Duchi. Per la tomba di Giuliano de’ Medici,
seduto in fiera postura, scelse il Giorno e la
Notte; per quella di Lorenzo, in posa malinconica e
pensierosa, il Crepuscolo e l’Aurora.
Entrambe le statue guardano verso il centro della
cappella dove Michelangelo realizzò e pose una
Madonna con Gesù in grembo. Volgendo il loro sguardo
alla rappresentazione sacra i duchi esprimono le
inclinazioni religiose dell’artista, secondo il quale,
quando le glorie terrene passano, solo la spiritualità e
la religione riescono a dare sollievo alle inquietudini
degli uomini. Completano il corredo le statue dei
Santi Cosma e Damiano, di seguaci di Michelangelo.
Sotto l’altare sono sepolti anche
Lorenzo il Magnifico
e suo fratello
Giuliano de' Medici,
per i quali non ci fu mai il tempo per costruire una
sepoltura monumentale: nel
1534,
infatti, Michelangelo partì definitivamente da Firenze e
lasciò l'opera incompiuta.
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