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Il battistero dedicato a San Giovanni Battista,
patrono della città di Firenze, sorge di fronte al duomo
di Santa Maria del Fiore.
Inizialmente era collocato all'esterno della cerchia
delle mura, ma fu compreso, insieme al duomo, nelle mura
realizzate da Matilde di Canossa ("quarta cerchia"). In
origine era circondato da altri edifici, come il Palazzo
Arcivescovile che arrivava molto più vicino, i quali
vennero abbattuti nel XIV e XV secolo per creare
l'attuale piazza.
Ha
pianta ottagonale, con un diametro di 25,60 m, quasi la
metà di quello della cupola del Duomo. La necessità di
un edificio di vaste dimensioni si spiega con l'esigenza
di accogliere la folla che in antico riceveva il
battesimo solo in due date prestabilite all'anno.
L'edificio è coperto da una cupola ad otto spicchi,
mascherata all'esterno dall'attico e coperta da un tetto
a piramide schiacciata. Sul lato opposto all'ingresso
sporge il corpo dell'abside rettangolare (scarsella).
La
decorazione esterna, in marmo bianco di Carrara e verde
di Prato, è scandita da tre fasce orizzontali, ornate da
riquadri geometrici, quella mediana occupata da tre
archi per lato, nei quali sono inserite superiormente
finestre con timpani. I pilastri angolari in pietra
serena furono anch'essi successivamente rivestiti di
marmo. La fascia superiore rappresenta la base del
tiburio che nasconde la cupola.
La
decorazione interna è suddivisa, come all'esterno, in
tre fasce orizzontali, la più alta però coperta dalla
cupola, mentre la fascia mediana è occupata dai
matronei. Inferiormentei le pareti sono suddivise
verticalmente in tre zone per mezzo di lesene e di
colonne monolitiche in granito e in marmo cipollino di
spoglio, come gran parte dei marmi del rivestimento.
La
fonte battesimale in origine occupava il centro del
pavimento, splendidamente abbellito da intarsi marmorei
con i segni dello Zodiaco e con motivi geometrici
orientalizzanti.
L'edificio, ritenuto in origine un tempio dedicato al
dio Marte fu edificato su resti di costruzioni romane.
Nel 1128 l'edificio diventa ufficialmente il battistero
cittadino e intorno alla metà dello stesso secolo viene
eseguito il rivestimento esterno in marmo,
successivamente completato anche all'interno; il
pavimento, sempre in tarsie marmoree, viene realizzato
nel 1209. Nella seconda metà del XIII secolo viene
inoltre realizzata la cupola. L'abside a pianta
rettangolare (scarsella) viene realizzata nel
1202, in sostituzione di una precedente abside
semicircolare, e dotata di un altare. Vengono realizzati
quindi i mosaici della scarsella (anni 1220) e
successivamente il complesso mosaico della cupola a
spicchi ottagonali, al quale si lavora tra il 1270 e il
1300, con l'intervento di Jacopo Torriti e la
partecipazione di Coppo di Marcovaldo e di Cimabue
Tra il 1330 e il 1336 viene eseguita la prima delle tre
porte bronzee, commissionata ad Andrea Pisano. La porta
è suddivisa in 28 formelle, disposte su 7 file di
quattro, con scene inquadrate da una cornice a losanga
lobata (anche nota come «compasso gotico»). Le prime 20
formelle narrano episodi della vita di San Giovanni
Battista, iniziando da quelle del battente sinistro (da
1 a 10) e proseguendo poi nel battente destro (da 11 a
20), mentre le altre 8 recano personificazioni delle tre
virtù teologali (da 21 a 23) con l'aggiunta dell'Umiltà
(24), nella penultima fila sui due battenti, e delle
quattro virtù cardinali (da 25 a 28), nell'ultima fila
di formelle in basso.La porta, inizialmente collocata
sul lato est, il più importante, di fronte al duomo, fu
spostata sul lato sud per collocare al posto d'onore la
seconda porta.
Tra il 1401 e il 1424 venne realizzata la seconda porta
da Lorenzo Ghiberti, vincitore di un concorso a cui
parteciparono anche Filippo Brunelleschi, Jacopo della
Quercia, Simone da Colle Val d'Elsa, Niccolò di Luca
Spinelli, Francesco di Valdambrino e Niccolò di Pietro
Lamberti. In modo analogo alla porta di Andrea Pisano,
anche questa è suddivisa in 28 formelle, con scene
inquadrate dalla medesima cornice a losanga lobata. Le
prime 20 formelle superiori narrano storie del Nuovo
testamento, e si susseguono nelle file su entrambi i
battenti e a partire dalla fila inferiore (da 1 a 20);
le ultime due file mostrano i quattro evangelisti
(penultima fila, da 21 a 24) e quattro Dottori della
Chiesa (ultima fila, da 25 a 28).Inizialmente collocata
sul lato orientale fu successivamente anch'essa spostata
sul lato sud.
La
terza porta, eseguita sempre dal Ghiberti tra il 1425 e
il 1452 e chiamata da Michelangelo "Porta del Paradiso",
tuttora occupa il lato orientale. La porta è
suddivisa in 10 ampi riquadri rettangolari, disposti su
cinque file, ciascuno dei quali, con le incorniciature
ornate da tondi con teste di profeti, occupa l'intera
larghezza di un battente. I riquadri presentano scene
dell'Antico testamento, che si susseguono su entrambi i
battenti da sinistra a destra e dall'alto in basso.
La
porta fu danneggiata dall'alluvione del 1966 e i rilievi
sono attualmente sostituiti da copie, mentre gli
originali, restaurati, si trovano nel Museo dell' Opera
del Duomo.
Per la realizzazione delle due porte, il Ghiberti creò
una vera e propria bottega di bronzisti, nella quale si
formarono artisti come Donatello, Michelozzo, Masolino e
Paolo Uccello.
Nel 1576, in occasione del battesimo dell'atteso erede
maschio del Granduca Francesco I de' Medici, Bernardo
Buontalenti ricostruì il fonte battesimale, distruggendo
i battezzatoi medievali ricordati da Dante Alighieri.
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