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La
basilica di Santa Croce, nell'omonima
piazza a
Firenze, è una
delle più grandi chiese officiate dai
francescani.
Una delle massime realizzazioni del
gotico in
Italia, è nota
per le numerose sepolture di sommi artisti, letterati
scienziati che racchiude.
Santa Croce è un
simbolo prestigioso di Firenze, il luogo di incontro dei
più grandi artisti, teologi, religiosi, letterati,
umanisti e politici, che determinarono, nella buona e
cattiva sorte, l'identità della Firenze
tardomedievale
e rinascimentale. Al suo interno trovarono ospitalità
celebri personaggi della
storia della Chiesa
come
san Bonaventura,
sant'Antonio da Padova,
san Bernardino da Siena,
san Ludovico d'Angiò.
Fu anche luogo d'accoglienza per
pontefici come
Sisto IV,
Eugenio IV,
Leone X,
Clemente XIV.
Nei suoi archivi sono
custodite testimonianze che ci tramandano la costruzione
quotidiana, nel corso dei secoli, di un grande progetto
con i suoi artefici, le sue risorse, i suoi obiettivi e
le sue difficoltà.
Storia
La grandiosa basilica è
probabilmente opera di
Arnolfo di Cambio, che vi avrebbe lavorato a partire
dal 1294-1295,
anche se non abbiamo documenti scritti che lo
confermino. Fu edificata a spese della popolazione della
Repubblica fiorentina e sorse su una precedente
piccola chiesetta che i francescani avevano costruito in
seguito al loro arrivo in città nel
1252, in
un luogo ancora fuori dalle mura, a pochi anni dalla
morte di
San
Francesco. I resti dell'antico edificio sono stati
localizzati nel
1966, a
seguito del cedimento del pavimento della
basilica
dopo l'alluvione.
La chiesa venne terminata circa 90 anni dopo, ma fu
consacrata solo nel
1444.
La basilica ha
continuato ad essere arricchita e modificata nei sette
secoli dalla sua fondazione, acquisendo sempre nuovi
connotati simbolici: da chiesa francescana a "municipio"
religioso per le grandi famiglie e le corporazioni, da
laboratorio e bottega artistica a centro
teologico, da "pantheon" delle glorie italiane a
luogo di riferimento della storia politica dell'Italia
pre e post-unitaria.
Alcune trasformazioni infatti furono conseguenza di
precise vicissitudini storiche e politiche, come le
trasformazioni compiute dal
Vasari
alla metà del
XVI
secolo (causate anche dai restauri dopo una
disastrosa alluvione) o l'impegno profuso nell'Ottocento
per trasformare Santa Croce nel grande mausoleo della
storia italiana. Nel
1966 l'alluvione
di Firenze inflisse gravissimi
danni al complesso della basilica e del convento,
situati nella parte più bassa di Firenze, tanto da
diventare tristemente nota come simbolo delle perdite
artistiche subite dalla città (soprattutto con la
distruzione del Crocifisso di
Cimabue), ma
anche della sua rinascita dal fango, attraverso la
capillare opera di restauro e di conservazione.
 
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