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La basilica di San
Marco a
Firenze è una delle chiese del centro storico
che dominano un'affollata
piazza e che fanno da punto di riferimento
per l'area circostante che ne prende il nome. La chiesa
faceva parte originariamente del grande complesso del
convento di San Marco, che oggi ospita il
Museo Nazionale di San Marco. Oggi non fa
parte del museo. In questo convento vissero ed operarono
molti fra i più importanti rappresentanti della
spiritualità e della cultura quattrocentesca:
Cosimo il Vecchio,
Sant'Antonino, il
Beato Angelico,
Fra Bartolomeo e fra
Girolamo Savonarola, che predicò contro la
decadenza dei costumi, finendo poi impiccato ed arso in
piazza della Signoria. Nel
1418 questi ultimi furono costretti ad
abbandonarlo e il convento fu affidato nel
1435 ai
Domenicani osservanti. Nel
1437
Cosimo il Vecchio, su suggerimento di
Antonino Pierozzi, allora vicario generale di
quest'ordine, decise di avviare la ristrutturazione di
tutto il complesso. La chiesa era infatti nell'area di
maggior influenza della famiglia
Medici che risiedeva nelle vicinanze (nell'odieno
Palazzo Medici Riccardi) e possedeva
l'attiguo
Giardino di San Marco (oggi scomparso). I
lavori furono affidati a
Michelozzo, mentre della decorazione
parietale si occupò, fra il
1439 e il
1444, il
Beato Angelico insieme ai suoi collaboratori,
fra i quali
Benozzo Gozzoli. La chiesa venne consacrata
nel
1443, alla presenza di
papa Eugenio IV. L'antica struttura
trecentesca era stata modificata, come il resto del
convento da
Michelozzo. Confiscato definitivamente nel
1866 fu in parte trasformato in museo nel
1869. La chiesa e una parte del monastero
(attorno al chiostro di San Domenico) ospitano ancora
oggi una comunità di frati domenicani.
La facciata di San
Marco è in stile gotico e risale al
1777-78.
Fu realizzata da fra'
Giovan Battista Paladini, come ricorda
un'iscrizione sulla finestra. Divisa su tre ordini è
scandita da
paraste in tre fasce orizzontali con un unico
portale sormontato da una finestra. Nelle fasce laterali
è decorata da due nicchie con statue (in basso) e da
nastri e festoni (in alto); il registro superiore
presenta un bassorilievo decorativo e un timpano
sormontato dalla croce in ferro. La torre campanaria fu
realizzata nel
1512 su disegno di
Baccio d'Agnolo. Internamente è ad unica
navata e presenta numerose cappelle laterali, disegnate
nell'ultimo quarto del Cinquecento dal
Giambologna (dal
1579) e ornate soprattutto da tavole
cinque-seicentesche. Anticamente era coperta da
affreschi trecenteschi, dei quali restano tracce
ritrovate qua e là sotto gli intonaci. Questi resti
suggeriscono un lungo arco di interventi pittorici,
collocabili tra il
1380 e il
1420 circa. A Michelozzo competerono la
riedificazione della
sagrestia e dell'abside.
Dal
1679 vennero realizzate la tribuna ed il
soffitto intagliato su progetto di
Pier Francesco Silvani. La tela al centro del
soffitto con l' Assunzione della Vergine e di
Giovanni Antonio Pucci (1725).
La cupola venne innalzata su progetto di
Angelo Ferri entro il
1712 ed è decorata da affreschi di
Alessandro Gherardini (1717).
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