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Alessandra Lumaca

 

 

La basilica di San Marco a Firenze è una delle chiese del centro storico che dominano un'affollata piazza e che fanno da punto di riferimento per l'area circostante che ne prende il nome. La chiesa faceva parte originariamente del grande complesso del convento di San Marco, che oggi ospita il Museo Nazionale di San Marco. Oggi non fa parte del museo. In questo convento vissero ed operarono molti fra i più importanti rappresentanti della spiritualità e della cultura quattrocentesca: Cosimo il Vecchio, Sant'Antonino, il Beato Angelico, Fra Bartolomeo e fra Girolamo Savonarola, che predicò contro la decadenza dei costumi, finendo poi impiccato ed arso in piazza della Signoria. Nel 1418 questi ultimi furono costretti ad abbandonarlo e il convento fu affidato nel 1435 ai Domenicani osservanti. Nel 1437 Cosimo il Vecchio, su suggerimento di Antonino Pierozzi, allora vicario generale di quest'ordine, decise di avviare la ristrutturazione di tutto il complesso. La chiesa era infatti nell'area di maggior influenza della famiglia Medici che risiedeva nelle vicinanze (nell'odieno Palazzo Medici Riccardi) e possedeva l'attiguo Giardino di San Marco (oggi scomparso). I lavori furono affidati a Michelozzo, mentre della decorazione parietale si occupò, fra il 1439 e il 1444, il Beato Angelico insieme ai suoi collaboratori, fra i quali Benozzo Gozzoli. La chiesa venne consacrata nel 1443, alla presenza di papa Eugenio IV. L'antica struttura trecentesca era stata modificata, come il resto del convento da Michelozzo. Confiscato definitivamente nel 1866 fu in parte trasformato in museo nel 1869. La chiesa e una parte del monastero (attorno al chiostro di San Domenico) ospitano ancora oggi una comunità di frati domenicani.

La facciata di San Marco è in stile gotico e risale al 1777-78. Fu realizzata da fra' Giovan Battista Paladini, come ricorda un'iscrizione sulla finestra. Divisa su tre ordini è scandita da paraste in tre fasce orizzontali con un unico portale sormontato da una finestra. Nelle fasce laterali è decorata da due nicchie con statue (in basso) e da nastri e festoni (in alto); il registro superiore presenta un bassorilievo decorativo e un timpano sormontato dalla croce in ferro. La torre campanaria fu realizzata nel 1512 su disegno di Baccio d'Agnolo. Internamente è ad unica navata e presenta numerose cappelle laterali, disegnate nell'ultimo quarto del Cinquecento dal Giambologna (dal 1579) e ornate soprattutto da tavole cinque-seicentesche. Anticamente era coperta da affreschi trecenteschi, dei quali restano tracce ritrovate qua e là sotto gli intonaci. Questi resti suggeriscono un lungo arco di interventi pittorici, collocabili tra il 1380 e il 1420 circa. A Michelozzo competerono la riedificazione della sagrestia e dell'abside. Dal 1679 vennero realizzate la tribuna ed il soffitto intagliato su progetto di Pier Francesco Silvani. La tela al centro del soffitto con l' Assunzione della Vergine e di Giovanni Antonio Pucci (1725). La cupola venne innalzata su progetto di Angelo Ferri entro il 1712 ed è decorata da affreschi di Alessandro Gherardini (1717).

 

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