|
La Chiesa di San Lorenzo
rappresenta una delle prime testimonianze della presenza
di una comunità cristiana nella colonia romana di
Florentia. Dedicata al martire Lorenzo (ucciso sui
carboni ardenti il 10 agosto del 258) fu consacrata
cattedrale dal vescovo di Milano Ambrogio nel 393. La
chiesa fu poi completamente ristrutturata in forme
romaniche e consacrata una seconda volta nel 1059 dal
vescovo Gherardo di Bologna (poi Papa Niccolo II). Da
quel momento esercitò funzione parrocchiale per tutta la
zona circostante.
Si deve però alla
ricostruzione voluta dalla famiglia Medici l'immagine
architettonica e artistica che ancora oggi San Lorenzo
conserva, in cui trovarono espressione molti tra i più
celebri artisti del Quattrocento e del Cinquecento:
Donatelle, Verrocchio, Filippo Lippi, Michelangelo,
Rosso Fiorentino, Pontormo, Bronzino.
Protagonisti della prima
fase di ricostruzione furono Brunelleschi e Donatelle.
Fu il capostipite della
famiglia, Giovanni di Bicci de' Medici, a commissionare
al Brunelleschi la radicale ristrutturazione della
chiesa medievale, con l'intenzione di farne il proprio
tempio di famiglia. Partendo dalla sagrestia, scelta
come luogo di sepoltura di Giovanni e di sua moglie
Piccarda, il Brunelleschi progettò una radicale opera di
ricostruzione, successivamente solo in parte realizzata
secondo il progetto originario. La Sagrestia, poi
chiamata "Vecchia" per distinguerla dalla seconda e
speculare Sagrestia "Nuova" opera di Michelangelo, fu
compiuta anche nel suo arredo decorativo entro il 1443,
e vide la collaborazione di Brunelleschi con Donatelle.
La chiesa con il chiostro adiacente venne invece
terminata intorno al 1461 da Antonio Manetti e divenne
il mausoleo della famiglia che riuscì a mantenere una
indiscussa supremazia politica a Firenze fino al
Settecento.
Nel 1515 Papa Leone X
(figlio di Lorenzo il Magnifico) patrocinò un concorso
per la realizzazione della facciata, che vide impegnati
alcuni fra i più brillanti ingegni del tempo, tra i
quali spiccò la figura di Michelangelo, che con la sua
proposta segnò il suo ingresso in un cantiere nel quale
avrebbe lasciato il segno indelebile della sua
architettura e della sua scultura. Michelangelo si
distinse qui con alcune delle sue più celebri opere, la
Biblioteca Medicea Laurenziana, la Sagrestìa Nuova
(attualmente annessa al Museo delle Cappelle Medicee) e
la controfacciata della chiesa con la Tribuna delle
Reliquie, che si inseriva nel più ampio progetto di
realizzazione della facciata poi rimasto incompiuto
nella parete esterna. Michelangelo lavorò a San Lorenzo
fra l'inizio del 1520 e il 1534.
Il coronamento di San
Lorenzo come mausoleo mediceo si ebbe nel Seicento, con
la realizzazione, promossa da Ferdinando I dei Medici,
della Cappella dei Principi. La direzione dei lavori fu
inizialmente affidata a Matteo Nigetti su progetto di
Giovanni de' Medici, ma la costruzione della sfarzosa
cappella, interamente rivestita e decorata con marmi,
pietre preziose ed opere di "commesso" grazie
all'incessante attività dell'Opificio delle Pietre Dure,
è da ritenersi come l'emblema stesso dell'incompiutezza
del grandioso complesso laurenziano: la sua costruzione
non può ritenersi conclusa neppure quando la stirpe dei
Medici si estinse, nel 1737, cedendo il posto alla
dinastia dei Lorena e l'opera di completamento degli
arredi, la decorazione della cupola ed il rivestimento
del pavimento sono tutti interventi otto-nòvecenteschi.
Altri interventi
successivi di rilievo nel complesso laurenziano furono
il campanile settecentesco, voluto da Anna Maria Luisa
de' Medici, opera di Ferdinando Ruggeri (1740), la
decorazione pittorica della cupola ad opera di Vincenzo
Meucci (1742) e le consistenti modifiche che portarono
all'attuale aspetto del Coro della basilica, che fino
alla seconda metà del Cinquecento ospitava affreschi del
Pontormo, poi andati perduti.
L'incompiutezza di San
Lorenzo, evidente in alcune delle parti più in vista*del
complesso, come la facciata e la lanterna delle cupola
della Cappella dei Prìncipi, rappresenta l'aspetto
peculiare del monumento, così articolato dal punto di
vista architettonico, ma così coerente nell'essere
identificato come rappresentativo di tutte le epoche
storiche. Un monumento in continua evoluzione, da un
secolo posto sotto la tutela dell'Opera Medicea
Laurenziana.
|