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DOCUMENTO  DEL 18.10.2008

LICEO
SCIENTIFICO
“P.GOBETTI”
BAGNO A RIPOLI (FI)

Siamo un gruppo di insegnanti e personale ATA del Liceo Scientifico Piero Gobetti di Bagno a Ripoli (prov.di Firenze) e vogliamo esprimere la nostra posizione fortemente critica nei confronti del d.l. 137 del 1.9.08  (già trasformato in legge) ed il nostro totale  disaccordo su alcuni punti specifici di esso.

L’origine del decreto risiede in quanto detto nell’articolo 64 comma 3 della legge 133 del 6 agosto 2008 (più nota come Legge Brunetta):

 

“Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze … predispone, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico”

 

Ora le finalità dell’articolo 64,  che, pur riguardando la scuola, non contiene nessun riferimento di carattere formativo, educativo o, anche in senso lato, culturale, ma che, nello stesso tempo, pone le premesse per un radicale riassetto del sistema scolastico italiano (cfr. comma 4 ), sono assai chiare: il comma 6 recita infatti:

 

“Fermo restando il disposto (…) devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3188 milioni di euro a decorrere dell’anno 2012.”

 

Risulta quindi chiaro che l’unico criterio di intervento in materia è quello economico, di risparmio, con un totale disinteresse per l’aspetto della formazione e del diritto all’istruzione ed allo studio, diritti costituzionali evidenti per chiunque sia dotato di buon senso. Non possono bastare affermazioni generiche e sporadiche quali quella iniziale “Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente…”, quando poi  si legge, ad esempio, (comma 4 f ter). “nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti”; dove fa tremare quel “possono”. Da una parte parole vuote, dall’altra  la concretezza di tagli drastici e immediati. Caro Ministro, pur nella nostra ignoranza, Machiavelli lo abbiamo letto!

 

Non siamo contrari per principio ad una riforma degli ordinamenti scolastici ed anche all’uso oculato e razionale delle risorse economiche, ma siamo totalmente contrari a provvedimenti che, senza alcuna considerazione delle finalità proprie della scuola (l’istruzione e la formazione civile, culturale e professionale delle persone) mirino nei fatti ad un suo ridimensionamento nei tempi, nei contenuti e nella qualità. E tali appaiono quelli previsti dal d.l .137.

In particolare riteniamo inaccettabile la disposizione contenuta nell’art.4 che prevede classi affidate ad un insegnante unico con la riduzione del tempo scuola a sole 24 ore settimanali.  Sembra che non si tenga conto della attuale realtà sociale presente un po’ in tutta Italia, che fa sì che sempre più approdino alla scuola elementare alunni  di matrici culturali e linguistiche diverse, per non parlare poi delle differenziazioni sociali e culturali già presenti e delle problematiche legate alle dinamiche familiari: tutti elementi che complicano il processo di apprendimento e formazione personale dei bambini (già di  per sé complesso) e che sarebbe pura presunzione pretendere di risolvere da soli ed in sole quattro ore giornaliere. O forse non ci vogliamo rendere conto che gli operatori della scuola devono già ora far fronte a ‘comportamenti’ che derivano dalla ‘formazione’ che gli alunni ricevono dai canali esterni alla scuola (spesso nettamente più forti di essa) come mass media, contesti familiari e sociali e che ‘non sempre’ sono in linea con la formazione civile  e culturale che alla scuola si richiede di dare?  Non è già abbastanza arduo il compito? Vogliamo ancora ridurre gli spazi  e gli effetti del lavoro scolastico? Non si riesce, infatti, a capire come un maestro, se è da solo ed ha meno tempo a disposizione, possa riuscire a far ottenere ai suoi alunni un livello di formazione migliore. Quanto alla presunta motivazione pedagogica del bisogno di un modello unico per i bambini in età di  scuola primaria, che peraltro non risulta scritta nel decreto ma che è stata enunciata solo attraverso dichiarazioni televisive (verba volant scripta manent!), ci appare risibile in una società complessa come la nostra. A meno che  l’intento non sia quello di  procedere, oltre che al risparmio, a ‘fare ordine’ nella scuola, a ripulirla dai soggetti indesiderati ed a considerare un peso e non una risorsa la formazione delle persone che, in certo senso, si dovranno arrangiare da sole. E’ più che un sospetto, viste le disposizioni affiancate a quelle prima ricordate: l’adozione del voto come strumento principale di valutazione (solo affiancato dal giudizio) renderà sicuramente più ‘sbrigativo’ un procedimento complesso (come la valutazione, appunto)  e più ‘agevole’ il processo di ‘selezione’, anche perché si  attribuirà molta importanza al comportamento degli alunni: sarà quindi per un verso  più facile ‘fermare’ gli alunni cosiddetti problematici e per un altro valutare gli altri solo in base al ‘buon comportamento’ dando meno importanza al reale livello di apprendimento. Questo, se è discutibile di qualunque ordine di scuola si tratti, è particolarmente inaccettabile per la primaria, che deve iniziare la formazione della persona e non sanzionare, in un’età in cui la responsabilità personale può essere invocata fino ad un certo punto, comportamenti devianti. E pensare che la scuola primaria italiana è giudicata a livello europeo (e non solo) di livello assai buono: la riforma della scuola comincia dallo ‘smantellamento’ di ciò che abbiamo di meglio! Quanto questo sia intelligente ciascuno lo può capire!

Quelle del decreto 1.9.2008 (che, come tutti decreti legge, è motivato con la necessità di “di disposizioni urgenti in materia di istruzione e di università” salvo poi non dare nessuna motivazione dell’urgenza, se non quella del risparmio) ci paiono disposizioni che hanno ben poco a che fare con il miglior funzionamento della scuola, che pur è necessario e che molti operatori della scuola perseguono faticosamente  nella loro carriera, consapevoli del dovere di aggiornare continuamente la propria professionalità ed il servizio che offrono. Sono disposizioni, su quello che dovrebbe essere un nodo essenziale di una società civile, l’istruzione, su cui ci dovrebbe essere almeno una base comune di confronto e discussione (non necessariamente prolungate negli anni: si può fare, se si è capaci di governare) e non  imposte  in poche settimane di periodo estivo. Proprio per questo ci siamo sentiti in dovere di intervenire,  consci dei limiti del nostro intervento, ma anche del fatto che ogni persona ha il diritto-dovere di esprimere la propria opinione, specie su argomenti di  grande rilevanza  sociale , per prendere nettamente le distanze da disposizioni dalle quali dissentiamo totalmente, che tendono verso un sistema di istruzione che, a nostro giudizio, se attuato, produrrà effetti negativi a breve, medio e lungo termine. La speranza è quella di offrire un contributo a coloro ai quali interessa la formazione delle giovani generazioni e, più in generale, di tutti.

 

Rossella Baldini

Marice Massai

Marco Beconcini

Elena Materassi

Silvio Biagi

Daniela Mugnai

Andrea Bigalli

Rosanna Pelatti

Paolo Boncinelli

Roberta Pinzauti

Rita Borghesi

Doria Polli

Leonardo Bucciardini

Francesca Querci

Vincenza Caccamo

Antonio Restivo 

Claudia Ceccarani

Antonella Roselli

Tosca Umbri

Massimo Mariani

Pasquale Carito

Sauro Galli

Alessandro Dei

Marco Salucci

Valerio Del Nero

Gabriella Settesoldi

Laura  Donnini

Judith Siegel

Maddalena Frascati

Fabio Sottili

Damiano Frullani

Monica Taccogna

Gianni Garonni

Manuela Taddei

Silvia Gori

Andrea Zanfei

Barbara Graziosi

Stefano Zani

Ivana Guerri

Sonia Rogai

Carla Imparato

Valentina Della Schiava

Cristina Marchetti

Domenico Rossi

Eliana Di Bella

Lucia Melone

Claudio Mariotti

Agnese Landini

Giovanni De Lorenzo

Rita Del Francia

Stefania Sordi

Cesare Di Gaeta

Tiziana Guerrini

Simona Manzini

Milena Michelacci

Cristina Monducci

Massimo Bartoli

Luigi Roseto

Raffaele Pezzella

Virginio Rivano