Artisti

 

Alessandro Allori
il Bronzino

 

Alessandro Allori(1535-1607),artista fiorentino,meglio conosciuto sotto il nome di "Bronzino" perchè allievo e nipote di Agnolo Bronzino(1502-1572).
 I periti dell
arte lo dicono gran disegnatore e buon pittore, seguace di Michelangelo da cui trasse ispirazione per le grandi vedute dinsieme e per lo studio del corpo umano.
Fu molto vicino alla corte medicea dalla quale ricevette numerose commesse.
Per lo studiolo di Francesco I eseguì 
la "Pesca delle perle"(c.1572, Firenze, Palazzo Vecchio, Studiolo di Francesco I).
Nei suoi dipinti e nei suoi affreschi compaiono spesso raffigurati oggetti in vetro, che ci consentono di datare, sia pure approssimativamente, vetri simili a quelli delle collezioni medicee, come quelli appartenenti alle suppellettili scientifiche dell'Accademia del Cimento.
Precisi, infine, sono i collegamenti tra le arti e lo studio del corpo umano, come appare nei suoi celebri disegni anatomici.
Il disegno e la pratica anatomica,infatti, sono indicati come momenti imprescindibili per la formazione dell'artista.

Andrea del Castagno

 

Andrea del Castagno, soprannome di Andrea di Bartolo di Bargilla (1421 - 1457), era un pittore italiano del primo Rinascimento. A eccezione di un breve periodo trascorso a Venezia nel 1442, lavorò sempre a Firenze, dove realizzò numerosi affreschi per le chiese, per la famiglia Medici e per altre importanti famiglie. Particolarmente degni di nota sono L'Ultima Cena e la serie della Passione (Crocifissione, Deposizione e Resurrezione), dipinti per il refettorio del convento di Sant'Apollonia (1445-1450, ora nel Museo di Castagno). L'influsso del pittore fiorentino Masaccio è ben visibile nella solidità delle figure e nell'intensità emotiva, derivante sia dalla postura sia dall'espressione dei volti. Gli sfondi architettonici, che comprendono colonne, scale, finestre, rivelano tutta l'abilità dell'artista nell'applicazione della neonata scienza della prospettiva.

La grazia delle sculture dell'artista fiorentino Donatello influenzò gradualmente il lavoro maturo di Andrea. Tra le sue ultime opere figurano una serie di nove uomini e donne illustri, dipinti per villa Carducci a Legnaia (1450, refettorio di Sant'Apollonia), e un affresco col ritratto equestre del condottiero Niccolò da Tolentino (1456, Duomo di Firenze).

Andrea del Sarto

Figlio del sarto Agnolo di Francesco, vive dal 1486 al 1530. Allievo di Piero di Cosimo, influenzato da Leonardo e Raffaello, è il classicista per eccellenza. Definito da Vasaridisegnatore senza errori”, ha dipinto un ampio numero di affreschi; tra i più importanti: “l’ultima cena” che si trova a S. Salvi a Firenze.

Bachiacca Pittore italiano (Firenze 1494-1557). Allievo del Perugino poi aiutante del Franciabigio, risentì anche influssi di Andrea del Sarto. Eseguì una serie di quadretti di soggetto sacro e profano, mostrando una vivace fantasia nell’accostare figure e colori.
Giuliano Bugiardini

Pittore italiano (Firenze 1475-1554). Risentì dell’influenza di Michelangelo. Una delle sue opere più importanti si trova a S. Maria Novella a Firenze: “Il martirio di S. Caterina”.

Ceraiolo

Antonio di Arcangelo detto Antonio del Ceraiolo (Firenze XVI sec.). Risenti molto della cultura di Fra' Bartolomeo.

Fra' Bartolomeo Pittore italiano (1478-1517). Scolaro dal 1485 di Cosimo Rosselli con Mariotto Albertinelli, fu tanto impressionato dalla predicazione del Savonarola che bruciò tutte le sue opere di carattere profano. Monaco nel convento di S. Marco dal 1500, per quattro anni non produsse che disegni, finché, attratto dalla tecnica a olio, tornò alla pittura con “la Vergine di San Bernardo”.
Franciabigio

Franciabigio era il soprannome del pittore italiano Francesco di Cristofano (Firenze 1484 - 1525). La sua breve carriera artistica si svolse interamente a Firenze, dove si mise in luce soprattutto come ritrattista. Allievo di Mariotto Albertinelli, avvertì l'influsso di Raffaello e soprattutto di Andrea del Sarto, con il quale collaborò a partire dal 1510. I dipinti del secondo decennio del XVI secolo sono caratterizzati da semplificazioni compositive di retaggio quattrocentesco, ravvivate tuttavia dalla concretezza dei dettagli (affresco dell'Ultima Cena, 1514, Convento della Calza, Firenze; Madonna tra i santi Francesco e Giobbe, 1516, Galleria degli Uffizi, Firenze). Completato nel 1518 il ciclo di affreschi di Andrea del Sarto nel Chiostro dello Scalzo, dopo un viaggio a Roma, che lo portò a contatto con le opere di Raffaello e Michelangelo, Franciabigio accentuò la pienezza rinascimentale delle figure e la complessità degli schemi compositivi, come si vede nel Trionfo di Cesare affrescato nel 1521 nella villa di Poggio a Caiano. Di eccellente qualità sono soprattutto i ritratti, in particolare quelli tardi, dove le figure, emergendo in tralice da fondali ombrosi, sporgono i volti in una luce che ne svela la fisionomia, ma anche la tensione psicologica (ritratto del fattore di Pier Francesco de' Medici, Hampton Court, Londra).

Cosimo Gamberucci

Cosimo Gamberucci nasce intorno al 1560, è allievo di Santi di Tito e viene immatricolato all’Accademia del disegno nel 1580. La sua attività data dal 1595 al 1620, anno in cui rappresentò proprio “La samaritana al pozzo” per la stanza del lavabo. Lavora per molte chiese famose sia di Firenze che di altre città della Toscana: la Certosa del Galluzzo, il Duomo di S. Miniato, la Chiesa di Santa Maria Novella, il Duomo di Pisa ecc... Proprio a Pisa si trova il suo capolavoro “Santa Chiara e i saraceni”. Nel 1606 compie un viaggio a Roma e a Napoli che non sembrano aver alterato il suo stile.

Ridolfo del Ghirlandaio

Pittore italiano (1483-1561). Si formò nella bottega di Fra Bartolomeo. Si distingue nella creazione di ritratti.

Giotto

Giotto (Colle di Vespignano, Firenze 1267 ca. - Firenze 1337), pittore e architetto italiano, con la sua opera segnò una svolta fondamentale nello sviluppo dell'arte occidentale. Nelle sue imprese pittoriche Giotto restituì volume alla figura umana e diede un solido impianto spaziale alla composizione; superò in tal modo la pittura bidimensionale tipica dello stile bizantino e diede impulso a un nuovo orientamento realistico. carse sono le notizie sui primi anni della vita di Giotto. Probabilmente il giovane svolse l'apprendistato a Firenze, lavorando nella bottega di Cimabue; fu poi a Roma, Padova, Arezzo, Rimini, Assisi e Napoli. La sua produzione, a soggetto religioso, consiste principalmente in pale d'altare e affreschi. Purtroppo, poche opere si sono conservate fino a oggi in buono stato e alcune sono di attribuzione incerta. Giotto impiegava infatti collaboratori anche molto abili: spesso è problematico distinguere con certezza (soprattutto negli affreschi) lo stile di Giotto da quello di altri maestri che lavorarono al suo fianco. Tra le opere del periodo giovanile va ricordato un Crocifisso (Santa Maria Novella, Firenze), eseguito probabilmente intorno al 1290, dove il maestro fiorentino fornisce una rappresentazione sentitamente umana del Cristo, più moderna rispetto all'iconografia – fortemente simbolica, di impronta bizantina – dei crocifissi di artisti dello stesso periodo.

Leonardo da Vinci

 

 Leonardo da Vinci nacque a Vinci, in Val d’Elsa, nel 1452. Il padre lo portò con se a Firenze e lo mise a bottega presso il Verrocchio, uno dei più affermati maestri del momento. In questo periodo si va delineando la sua concezione artistica sentita come una operazione empirica fondata sull’attinta osservazione della realtà. Verso la fine del 1482 venne mandato dalla famiglia de’ Medici a Milano a lavorare alla corte di Ludovico il Moro. Durante il suo periodo milanese l’opera più significativa fu sicuramente “L’ultima cena” dipinta tra il 1495 e il 1497 nel refettorio di Santa Maria delle Grazie.
L’opera più famosa di Leonardo da Vinci è “La Gioconda” dipinto tra il 1503 e il 1513, ora si trova al museo del Louvre di Parigi dove l’artista si era trasferito nel 1516. Leonardo morì ne 1519 proprio in Francia. Il nome di Leonardo però non è ricordato solo per la pittura, poichè nel corso della sua vita aveva spaziato in tutti i campi dell’arte e della scienza come le famose invenzioni di macchine per volare dimostrando la sua genialità eclettica.

Maso da San Friano

 

 Secondo il Vasari, Maso fu allievo di Pier Francesco Foschi; secondo il Borghini, di Carlo Portelli.
La pala con la Visitazione dipinta nel 1560 per la chiesa di San Pier Maggiore a Firenze rappresenta la conclusione della fase giovanile e vi sono evidenti le derivazioni dal Rosso Fiorentino. Dopo il 1561 sono l’Assunzione di Ognissanti, e I’Incontro di Gioacchino e Anna in Santa Felicita, che attestano l’affermazione del pittore nell’ambiente fiorentino, confermata dalla sua partecipazione agli apparati per le esequie di Michelangelo nel 1564 e per le nozze di Francesco dei Medici e Giovanna d’Austria nel 1565.
Il suo percorso si chiude con la partecipazione alla decorazione dello Studio di Francesco I nel 1571, per cui dipinge i due pannelli con Dedalo e Icaro e le miniere di diamanti. Qui, come nelle pale d’altare e nei dipinti di piccolo formato il linguaggio di Maso è sempre attento agli effetti della luce, spesso visionaria, che sfida le figure, e si accosta nei risultati ai principi di comunicativa e di decoro ispirati dalla Controriforma.

Michelangelo Buonarroti

Michelangelo nacque a Caprese (Arezzo)  nel 1475 e in seguito abitò a Firenze nel quartiere di Santa Croce. Venne ammesso, nel 1490, nella cerchia di Lorenzo de’ Medici e iniziò il tirocinio in bottega presso il Ghirlandaio. La sua opera maggiore fu la “Pietà” scolpita per la cappella S.Petronilla in S.Pietro, fra il 1497 e il 1499, l’unica opera firmata e ritenuta di insuperabile perfezione tecnica. Al periodo romano appartengono gli affreschi della Cappella Sistina ordinati dal Papa Giulio II nel 1508, lavoro che si protrasse fino al 1512; la scultura più ambiziosa di Michelangelo fu il “David” (1501-1504) conservata nella Galleria dell’Accademia a Firenze.
Il gigantesco blocco marmoreo era già stato malamente sbozzato quarant’anni prima da Agostino di Duccio; questo fatto accresceva la difficoltà della realizzazione, ostacolo che Michelangelo fu in grado di superare benissimo. Morì nel 1564 a Roma.

Piero di Cosimo

Figlio di un certo “Lorenzo Succhiellinaio” lavorò fin da giovanissimo nella bottega di Cosimo Rosselli (da cui prese il nome) con il quale ha lavorato in vaticano nella cappella sistina con la tecnica a fresco. L’allievo perse l’interesse nei confronti della tecnica che gli insegnava il maestro, e infatti si ispirò allo stile di altri giovani artisti (al Ghirlandaio e al giovane Filippino Lippi) e presto si fece uno stile di colori brillanti che dimostrano l’influsso su di lui dell’arte fiamminga. Non ha lasciato opere datate; ma fra quelle citate dal Vasari e tuttora esistenti la sua attività è stata ricostruita con la massima verosimiglianza, benché con oscillazioni cronologiche: recentemente per esempio dallo Zeri (1959) e da Mina Bacci (1966;1976). bel 1480 circa sono la pala di Montevettolini, la Madonna col Bambino, la celebre Simonetta Vespucci; seguono la Pala del Pugliese e la visitazione già nella cappella Capponi in Santo Spirito.
Forse per i Del Pugliese furono fatte anche le spalliere con Storie dell’umanità primitiva oggi nei musei di New York e Oxford, splendido esempio di una tematica profana e favolosa che Piero trattò spesso.
Pochi ma assai belli sono i ritratti di Piero, come quelli dell’amico Giuliano da Sangallo e del padre: sempre sceltissime le pale d’altare, che dalla densità e brillantezza di materia di quella degli Innocenti o dell’Incarnazione degli Uffizi passa alla lucida, mortificata e rigorosa devozionalità del Volto Santo nel museo di Budapest, della Madonna coi Santi Giovan Battista e Tommaso di Borgo San Lorenzo (chiesa del Crocifisso), e dell’Immacolata Concezione di San Francesco a Fiesole.

Jacopo Pontormo

Pontormo è il soprannome di Jacopo Crucci, pittore italiano (1494-1556). Figlio di uno scolaro del Ghirlandaio, fu allievo a Firenze dal 1507 di Piero di Cosimo prima, e di Andrea del Sarto poi.

Poppi

Soprannome di Francesco Morandini, pittore italiano (1544-1556). Allievo del Vasari, spiegò la su avena di illustratore elegante e fantasioso negli affreschi di Palazzo Vecchio a Firenze: collaborò alla decorazione del Tesoretto e dello studiolo di Francesco I.

Raffaellino del Garbo

Nome con cui è noto Raffaellino Capponi, pittore italiano (Firenze1466-1524).
Raffaellino del Garbo nasce nel 1466 e si forma nella bottega di Filippino Lippj come testimoniano le notizie fornite dalla “Vita” di Vasari. I suoi influssi sono legati oltre a Filippino, anche al Pinturicchio e a Lorenzo di Credi. Andrea del Sarto era un suo discepolo: questo legame sembra confermato da una tavola “L’incoronazione della Vergine” dipinta da Raffaellino per l’altare maggiore di San Michele a San Salvi per lo stesso committente che affidò ad Andrea del Sarto l’affresco con l’ultima cena del refettorio, sempre a San Salvi.

Raffello Sanzio

Raffaello Sanzio nacque nel 1483 a Urbino dove si formò inizialmente nella bottega del padre e in seguito grazie agli insegnamenti di Pietro Perugino. Ben presto si trasferì a Firenze attirato da una città così viva artisticamente , dove dimorò dal 1504 al 1508. In questo periodo gli commissionati vari ritratti dalle famiglie dell’aristocrazia mercantile fiorentina. Sempre a Firenze dipinse la “Madonna del prato” nel 1506 e l’unica pala d’altare compiuta nella città, la “Madonna del baldacchino” nel 1507-08. Un’altra famosa opera di Raffaello è lo “Sposalizio della Vergine” (1504) commissionatogli dalla famiglia Albizzini per la Cappella di San Giuseppe nella chiesa di San Francesco a Città di Castello e che adesso si trova nella Pinacoteca di Brera a Milano.
Morì nel 1520 a Roma e sicuramente fu uno dei massimi artisti del Rinascimento italiano.

Giovanni Antonio Sogliani

Pittore italiano (Firenze 1492-1544). Imitatore di Leonardo, si formò studiando le sue opere. E’ attratto particolarmente dalla problematica manieristica.

Giorgio Vasari

Nato ad Arezzo nel 1511, fu allievo di Michelangelo e di Andrea del Sarto. Affrescò la cappella regia in Vaticano a Roma. Nel 1540 cominciò a raccogliere notizie sulla vita e sulle opere degli artisti, poi raccolse tutto in un’ opera: “le vite de’ più eccellenti architetti, pittori et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri”, pubblicata nel 1550 che lo rese estremamente famoso.

 

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